Il Reportage Giornalistico a scuola

Cosa è un reportage

Il reportage è una tipologia di articolo di giornale. Prende il nome dalla lingua francese e in italiano può essere reso con la parola "servizio". Per lo più un reportage ha le seguenti caratteristiche:

- è tematico, vale a dire ruota attorno ad un argomento specifico

- ha un taglio soggettivo, vale a dire che non ha come scopo principale ricostruire i fatti come accade in un articolo di cronaca

- è in genere legato all'attualità

- può essere corredato da foto e video

Esistono vari tipi di reportage: quello fotografico, quello di inchiesta, quello di viaggio

Reportage Giornalistico

"Un luogo noto ed uno meno noto
della mia città"

Indicazioni Operative

Reportage Giornalistico a Scuola

Liceo Città di Piero. Classe 1L2

Il reportage deve rispettare i seguenti punti:

1) Deve essere realizzato in gruppo (4 persone) e pubblicato su questo sito previa registrazione (www.tackk.com)

2) Deve recare un titolo con sopratitolo e sottotitolo relativo all'argomento scelto (vedi dopo).

3) Deve recare un testo di almeno 1200 e massimo 1500 battute (spazi compresi)

4) Deve recare una immagine significativa di copertina (prima del testo, vedi dopo)

5) Deve recare una documentazione fotografica di almeno 5 scatti (esclusa immagine di copertina) non rielaborati/modificati. Tali scatti devono essere inframezzati al testo e rappresentarne una chiarificazione iconografica. Possibilmente uno scatto deve prevedere la presenza dell'autore/autori tra i soggetti (vedi dopo)

6) Deve recare la documentazione dettagliata del lavoro vale a dire occorre specificare i giorni e le ore di lavoro impiegate, i ruoli di ciascuno per la realizzazione finale, la documentazione tecnologica usata (macchina fotografica, videocamera, etc.)

Opzionalmente

6) Può recare un breve video dell'evento (massimo 2 minuti)

7) Può recare una breve intervista (massimo 4 minuti)

8) Può recare un montaggio finale in cui testo, foto e video sono fusi insieme

Di seguito un esempio di vero reportage dal titolo:
"Venezia tra mistero e turismo"

Sopratitolo

Dalla scala del Bovolo a Piazza San Marco



Titolo

Venezia tra mistero e turismo



Sottotitolo

Una passeggiata tra i luoghi noti e meno noti della città lagunare

Foto di Apertura

Esempio di Testo

Notare nel seguente testo l'assenza di lead e della esplicazione iniziale delle 5w. Nel reportage, di media piuttosto lungo (5000-7000 battute), l'interesse del lettore va conquistato pian piano.

Il fascino di questa città unica al mondo è indiscutibile. Tutti lo percepiamo e ne siamo invasi non appena vi mettiamo piede. Ma mi sono sempre posta almeno due domande sulla questione: da cosa nasce questo fascino? Siamo in grado di distinguerlo dalla mera immagine pubblicitaria che ormai è stata costruita per lei e per il gusto tutto turistico del guadagno?

Questo tema è tornato alla ribalta dei miei pensieri, quando tempo fa è stato pubblicato un articolo su un noto giornale in cui si denunciava la quasi totale sparizione dei Veneziani. Un grido d’allarme come se ciò comportasse la quasi sparizione della città stessa; ed in effetti è così.

Il legame stesso dei cittadini con la loro città ha un grande valore, tanto più se questa città è particolare, per storia, costruzione e cultura, perché una città la crea l’uomo e almeno sul nascere con delle motivazioni particolari. E Venezia come si sa ha avuto delle forti motivazioni. Allora si potrebbe dire che oggi mancano i suoi abitanti veri, così come le motivazioni per una città così fatta, dunque se fosse un essere vivente si potrebbe arrivare all’assurdo di dire che si è persa la sua anima.

E cosa rimane? Di certo Venezia è lì, benché sempre sotto la minaccia dell’acqua, satura in questi giorni di Carnevale di turisti; ci sono i suoi simboli, piazza S.Marco, le sue gondole e gondolieri, i suoi leoni e le splendide architetture. Ma forse la sua anima, così come i suoi abitanti, si nasconde da un’altra parte, lontano dal clamore della fama e notorietà, lontana sia dai VIP della mostra del cinema, sia dalle masse di turisti low cost che vengono qui come i musulmani alla Mecca.

Esempio di foto inframezzata al testo

Venezia a parer mio, più di qualunque altra città, soffre di un enorme pericolo, di diventare un fenomeno da baraccone, di essere adorata perché bellissima ma non necessariamente viva, e in un’epoca in cui, la bellezza non ha più a che fare con la naturalezza, con la cura e con la curiosità per la diversità, dove tutto è riproducibile meglio dell’originale, cosa distinguerebbe Venezia stessa da una sua copia?

Ho cercato un compito arduo con queste foto, ma l’unico a dire il vero che mi venisse in mente essere di buon senso per scattare a Venezia, sentire la sua anima e cercare di ridarla sottoforma di fotografia.

Sentirla non è stato difficile, se non avessi provato nulla per questa città non ci sarei nemmeno mai stata. Per renderla invece ho scelto il suo aspetto urbano, partendo dal semplice concetto che è una città con degli abitanti, allora perché non fare fotografia street?

Ad essere precisi, ho scelto i suoi muri, case comuni, case abitate intercalate da case disabitate e case in attesa di ristrutturazione, ma case che portavano segni di vita (vedi la serie dei panni stesi), di una vita più o meno presente o un po’ passata o che verrà, che è poi la storia stessa di una città: l’insieme delle storie dei suoi abitanti.
La mia è una Venezia di strada, che però non sminuisce l’altra Venezia, quella da copertina, ma la completa e la rende più vera, forse meno da sogno, ma reale e quotidiana.


Venezia e Piazza San Marco
(il luogo "noto"!)

Piazza San Marco si trova a Venezia ed è la principale attrazione turistica monumentale della città. Piazza San Marco si può visitare tutto l'anno e non si deve pagare un biglietto per accedervi. Piazza San Marco è, singolare caso a Venezia, l'unico grande spazio aperto denominato "Piazza", mentre gli altri si chiamano "Campi". Piazza San Marco ha la forma di un trapezio con una lunghezza di 175 metri, ha una larghezza di 57 metri sul lato minore dell'Ala Napoleonica e 83 mt. sul lato della Chiesa di San Marco. -


Venezia Scala del Bovolo

Nascosta all'interno di una piccola corte, alla fine di una stretta calle, laterale al Campo Manin, emerge singolare in tutta la sua straordinaria eleganza la Scala Contarini del Bovolo. È uno dei più singolari esempi dell'architettura veneziana di transizione dallo stile gotico, ben radicato nella cultura locale, a quello rinascimentale.  

Alla fine del '400 Pietro Contarini fece aggiungere al suo palazzo tardo gotico di S. Paternian un nuovo corpo di fabbrica, probabilmente opera di Giovanni Candi, allo scopo di qualificare visivamente la facciata interna del palazzo prospicente un piccolo cortile, un tempo protetto da una cinta muraria. Una serie di logge sovrapposte congiunge i vari piani alla aerea scala che si snoda a chiocciola - in dialetto veneziano "bovolo" - all'interno di una torre cilindrica traforata da archeggiature ascendenti.

Il linguaggio adottato si ispira al Rinascimento, ma si inserisce in una struttura che nella forma ricorda i modelli delle torri scalari bizantine, mentre nello spirito è ancora gotica per l'indifferenza verso la modularità e la simmetria classiche e per il ricordo delle facciate colonnari aperte dei palazzi di fine Quattrocento.

La salita della Scala si conclude con un belvedere a cupola dal quale si può ammirare uno splendido ed inconsueto panorama: i tetti, i campanili, le cupole di San Marco, con una visuale sull'intera città.

Fine del reportage.





Documentazione tecnica

In questa sezione occorre riportare con precisione tutta la attrezzatura tecnica adoperata per il reportage.

Esempio. Per il reportage sono state utilizzati i seguenti strumenti:

- Nikon d7000 - Nikon 70- 200mm f/2,8 AF-S VR II

- Canon EOS 7D 17/55 f2.8 e 70/200 f4 IS

- (nel nostro caso bastano una macchina fotografica compatta o uno smartphone)

- Macbook Pro Late 2013

- Hard disk Western Digital Elements 2.0 GB

- Registratore portatile Sony ICDPX333




Documentazione della esperienza/processo

In questa sezione vengono spiegati in modo dettagliato iruoli e tempi di ciascuno nella realizzazione del progetto.

Esempio. Il gruppo, formato da Lucio, Mirella, Giacomo e Linda si è incontrato in totale 4 volte:

- Lunedi 10 dalle ore 14.00 alle 17.00 (incontro preliminare I)

- Martedi 11 dalle ore 13.00 alle 14.30 (incontro preliminare II)

- Martedi 11 dalle ore 15.00 alle ore 20.00 REPORTAGE (foto, video, interviste)

- Mercoledi 12 dalle ore 17.00 alle 20.00 (incontro per sistemazione materiali I)

- Giovedi 13 dalle ore 19.00 alle 21.00 (incontro per sistemazione materiali II)

- Lucio ha curato il taglio, la prospettiva della esperienza e le interviste

- Mirella ha realizzato le fotografia e la titolazione

- Giacomo ha curato i testi e la messa online

- Linda ha reperito i materiali preparatori ed ha scritto i testi



Documentazione fotografica della esperienza

Di seguito un esempio di documentazione fotografica della esperienza. Questa sezione è come un "dietro le quinte" del processo che il gruppo ha portato avanti per realizzare il lavoro. Possono essere sufficienti 3/5 fotografie che ritraggono il gruppo al lavoro o in momenti di pausa. Di seguito alcuni esempi

Valutazione finale

La valutazione finale seguirà i seguenti indicatori

- Correttezza formale dei testi (da 1 a 5)

- Originalità del taglio della esperienza (da 1 a 5)

- Accuratezza del materiale fotografico scelto (da 1 a 5)

- Esattezza della documentazione e rispetto dei tempi delle consegne (da 1 a 5)

Conferenze su Reportage

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