ARTE EGIZIANA

Il verso della tavolozza di Narmer (immagine sulla sinistra) mostra il re, che indossa la Corona Bianca dell'Alto Egitto, nella classica posa con la mazza sollevata sopra un prigioniero, motivo che continuerà ad essere utilizzato nel corso dell'arte egizia fino ai tempi romani. Invece la faccia piana della tavolozza (immagine lato destro) presenta una depressione per cosmetici circondata dalle teste intrecciate di serpopardi. Il re indossa la Corona Rossa del Basso Egitto ed avanza in processione dietro una serie di stendardi di "nomi" (distretti) retti dai servitori. Questa tavolozza risale all'era protodinastica fu ritrovata a Hierakonpolis. Oggi conservata al Museo del Cairo.

La necropoli di Giza che si erge a sud-est de il Cairo è un complesso formato da tre piramidi quelle di Cheope, Chèfren e Micerino. Le piramide non sono altro che tombe monumentali nelle quali venivano sepolti, nell'antico regno, i faraoni. Gli egizi consideravano esse come vere e proprie scale celesti protese verso gli dei e orientate secondo i punti cardinali

La più grande e celebre piramide egizia a facce lisce è sicuramente quella del faraone Cheope. La fece costruire intorno al 2585 a. C dall'architetto Hemiunu. Le sue quattro facciate sono rivolte simbolicamente ai 4 punti cardinali. Il grosso della costruzione è in pietra calcarea.

La piramide di Chèfren è databile intorno al 255o a. C. Essa conserva, sul vertice, una parte del rivestimento originale in lastroni di calcare bianco di Tura.

Infine la piramide di Micerino, notevoltemente più piccola delle precedenti. Nostante ciò vi è però l'impiego, nei primi sedici filari, di un rivestimento in granito, materiale molto più duro e pregiato del calcare.

Le prime immagini mostrano il ritrovamento della tomba del giovane faraone Tutankhamòn morto dopo appena nove anni di regno intorno al 1323 a.C. La sua notorietà è legata al fatto che la tomba è stata rivenuta praticamente intatta e non saccheggiata, nel 1922, dall'archeologo inglese Howard Carter (1874-1939).

All'interno della tomba sono stati rivenuti tantissimi reperti di inestimabile valore tra i quali la maschera funeraria di Tutankhamòn (vedi foto). Realizzata in oro massiccio con preziosi inserti di quarzo, lapislazzuli, smalti colorati e altre pietre. I lineamenti del volto sono stilizzati. Il caratteristico copricapo a righe con i simboli regali dell'avvoltoio e del serpente e la barba fallica, ricalcano le caratteristiche che ogni maschera funeraria doveva avere, senza mai tenere conto delle reali fattezze del defunto. Questa maschera è risalente circa al 1325 a.C, è alta 62,68 centimetri. Ritrovata nella Valle dei Re a Tebe. Oggi conservata al MuseoeEgizio de il Cairo.

Il contenitore dei vasi canopi di Tutankhamon (vedi foto), è un altro reperto di grandiosa bellezza. Oggi conservato al Museo egizio del Cairo.