Varo, redde mihi legiones meas!

Monumento ad Arminio

La battaglia della Foresta di Teutoburgo, chiamata clades Variana (la disfatta di Varo) dagli storici romani, si svolse nel 9 d.C. tra l'esercito romano guidato da Publio Quintilio Varo e una coalizione di tribù germaniche comandate da Arminio, capo dei Cherusci. La battaglia  si risolse in una delle più gravi disfatte subite dai Romani: tre intere legioni (la XVII, la XVIII e la XIX) furono annientate, oltre a 6 coorti di fanteria e 3 ali di cavalleria ausiliaria.

Per riscattare l'onore dell'esercito sconfitto, i Romani diedero inizio a una guerra durata sette anni, al termine della quale rinunciarono a ogni ulteriore tentativo di conquista della Germania. Il Reno si consolidò come definitivo confine nord-orientale dell'Impero  per i successivi 400 anni.

I luoghi

La provincia romana della Germania Magna nel 9 d.C.

Le fonti

« [...] i soldati romani si trovavano là (in Germania) a svernare, e delle città stavano per essere fondate, mentre i barbari si stavano adattando al nuovo tenore di vita, frequentavano le piazze e si ritrovavano pacificamente [...] non avevano tuttavia dimenticato i loro antichi costumi [...] ma perdevano per strada progressivamente le loro tradizioni»                                                                                                                    (Cassio Dione)

« [...] il piano procedeva come stabilito. [Arminio ed i suoi Germani scortarono Varo] [...] e dopo aver ottenuto il permesso di fermarsi ad organizzare le forze alleate per poi andargli in aiuto, presero il comando delle truppe [quelle nascoste nella selva di Teutoburgo], le quali erano già pronte sul luogo stabilito [per l'agguato] [...] dopo di ciò le singole tribù uccisero i soldati che erano stati lasciati a presidio dei loro territori [...] e poi assalirono Varo che si trovava nel mezzo di una foresta da cui era difficile uscire [...] e là [...] si rivelarono nemici [...] »

Vista della foresta di Teutoburgo

Varo stava percorrendo un terreno estremamente difficile da superare con un esercito che, date le difficoltà oggettive del percorso, si era allungato a dismisura, per oltre tre chilometri e mezzo.

La foresta di Teutoburgo, in una giornata nebbiosa e piovosa, come doveva apparire alle legioni romane di Varo nei giorni della battaglia.

« [...] il terreno era sconnesso ed intervallato da dirupi e con piante molto fitte ed alte [...] i Romani erano impegnati nell'abbattimento della vegetazione ancor prima che i Germani li attaccassero [...] portavano con sé molti carri, bestie da soma [...] non pochi bambini, donne ed un certo numero di schiavi [...] nel frattempo si abbatteva su di loro una violenta pioggia ed un forte vento che dispersero ancor di più la colonna in marcia [...] il terreno così diventava ancor più sdrucciolevole [...] e l'avanzata sempre più difficile [...] »

« [...] i barbari, grazie alla loro ottima conoscenza dei sentieri, d'improvviso circondarono i Romani con un'azione preordinata, muovendosi all'interno della foresta ed in un primo momento li colpirono da lontano [evidentemente con un continuo lancio di giavellotti, aste e frecce] ma successivamente, poiché nessuno si difendeva e molti erano stati feriti, li assalirono. I Romani, infatti, avanzavano in modo disordinato nel loro schieramento, con i carri e soprattutto con gli uomini che non avevano indossato l'armamento necessario, e poiché non potevano raggrupparsi [a causa del terreno sconnesso e degli spazi ridotti del sentiero che seguivano] oltre ad essere numericamente inferiori rispetto ai Germani che si gettavano nella mischia contro di loro, subivano molte perdite senza riuscire ad infliggerne altrettante [...] »

La mappa della disfatta di Varo, nella Selva di Teutoburgo.

« [...] i Romani avevano serrato i ranghi in uno spazio assai stretto, in modo tale che sia i cavalieri sia i fanti attaccassero i nemici con uno schieramento compatto, ma in parte si scontravano tra loro ed in parte andavano ad urtare gli alberi [...] »

L'aspetto archeologico