San Vicinio Trail

2 giugno 2014 - Edizione Zero

Diario di viaggio

Diario di viaggio, San Vicinio Trail - Edizione Zero organizzata da Trail Romagna -

Sulle antiche vie dei pellegrini i 19 chilometri del percorso (con dislivello di 750 metri), dove i Trail Runners immersi dalla natura più profonda toccheranno tre luoghi fantastici ormai dimenticati, dall’Abbazia di San Salvatore, nascosta dalla folta vegetazione che oramai la sovrasta, ai resti della Pieve di Careste, costruita senza finestre su di un crinale costantemente battuto dai venti del punto più alto del percorso, passando per i sentieri sospesi nel tempo fino all’Oratorio di Mangano situato a metà costa, sulla via del ritorno.


La premessa

A me non interessa fama e ne arrivare primo, ciò che mi interessa è più complesso e cioè... cercare di trasmettere emozioni! In modo da infondere passione e armonia non solo nelle cose che piacciono a me, ma in tutto quello che facciamo nella vita!!!

L'atto della corsa porta facilmente alla fusione tra (corpo anima e mente) senza complessi corsi di autocontrollo e meditazione ed è praticabile da tutti in qualunque luogo o momento!... E soprattutto è GRATIS!!! Ma ricordate... L'unico vero e grande nemico della corsa si chiama divano ed è proprio di quello che dobbiamo veramente aver paura!!!


L'incipit

Alla fine della precedente gara (Ra-Mi.Ma Off Road), oltre alle grandi emozioni erano rimasti alcuni volantini che trovai per caso sopra alla scrivania, di solito non si fa caso ai volantini... (si buttano cosi alla rinfusa dentro lo zaino e tornati a casa sistemando borse e bagagli si appoggiano inconsapevolmente sul tavolo), in mezzo allo SPAM cartaceo di tutti i giorni, che per carità è utilissimo per accendere la legna nel camino.   

Alla sera continuavo gli allenamenti cercando di fare i lunghi nei week, necessari per aumentare velocità e resistenza, ed è proprio li che il pensiero di una nuova sfida prese luce!!!... Cosi iniziai a fantasticare su vari tipi di percorso e gare... Tutte ovviamente all'altezza dei miei allenamenti, pensai al Trail Running in montagna.

In particolare c'era un volantino che avevo visto ed aveva attirato la mia attenzione in quanto organizzato sempre da Trail Romagna. Visto la loro formidabile organizzazione decisi di calamitarlo nella lavagna magnetica, pensando: Questa sarà la mia prossima sfida!!!

La preparazione

Prima di inscrivermi e pagare tranquillamente online pensai bene di preparare qualche allenamento duro per cercare di ricostruire la reazione del corpo nelle avversità della montagna. Per simulare la salita pensai di aumentare il chilometraggio preparando una "cinquanta chilometri in casa", che poi fallii rimanendo a piedi al trentottesimo chilometro per via del mal di pancia dopo aver bevuto dal Camel Bag (zainetto con sacca d'idratazione) riempito con acqua fredda di fontana.

I fallimenti

Chi corre lo sa bene... la corsa è fatta così, da piccoli problemi... come nella vita, correndo incontriamo tantissime difficoltà piccole e grandi che siano, ma si può sempre scegliere!!! In qualunque momento possiamo decidere se mollare oppure continuare a migliorarci sempre consapevoli del fatto che siamo liberi!!!

Fallito l'obbiettivo cercai di non demoralizzarmi e con il poco tempo a disposizione nell'arco della settimana lavorativa decisi di programmare uscite tutti i giorni e nel caso di impegni... Se fosse stato necessario!!! Uscite anche alla mattina presto o persino di notte... Si!!! Di Notte!

Ebbene si... non mi sono lasciato sconfiggere dai dodici chilometri che mi sono fatto a piedi di cui due accompagnato da una carissima amica che comprendendomi ha condiviso con me la sofferenza e che feci spanciare dalle risate quando mi propose di stendermi in una panchina del parco urbano e io risposi che sarebbe stato un rischio per quei teneri coniglietti che si aggiravano li vicino...: Non vorrei vederne uno cadere imbalsamato!!!  Alla fine, anche se dolorosa, era solo aria che nei dieci chilometri successivi ebbi modo di evadere in tutta tranquillità.

Il recupero

L'uscita alla mattina presto non sono riuscito a farla per via dell'aumento del chilometraggio nei soliti allenamenti serali. Si... Ci sono state mattine... In cui programmai di andare!!! Ma sentivo il corpo che era talmente esausto da supplicarmi di stare a riposo... Bisogna saper ascoltare il corpo!!! In quelle mattine in cui ero cosi stremato saltavo perfino gli addominali e le flessioni che di solito faccio appena sveglio subito dopo aver bevuto il succo di limone.

Ma in programma c'era una "doppia uscita" (passaggio successivo dei neoprofessionisti dopo aver aumentato il chilometraggio). Cosi per la festa della Repubblica arrivò il "Week End lungo" E io ne approfittai... uscii il sabato in tarda mattinata, svegliandomi per la prima volta dopo anni "Alle dieci" con il corpo e la mente che mi dicevano: Ci siamo!... Abbiamo recuperato!.. Possiamo fare l'uscita doppia!!!... Dopo l'Ok!!! Sono partito con tutta calma sapendo che la doppia uscita era per me la prima... Meglio non esagerare (mi dissi), ricordai di aver letto in passato che erano necessarie almeno cinque ore tra un'uscita e l'altra per permettere al corpo di recuperare.

L'incantevole attrazione dell'oscurità

Dopo i sedici chilometri tutti sul rivale della prima, senza stare a pensarci troppo lo riproposi alla sera. Anche se le cinque ore scadevano alle 19.30 scelsi di attendere il buio. Ebbene si... con l'Headlight di notte è più che entusiasmante... Incredibilmente, entrambe le uscite coincidevano nella velocità, nel percorso e nel chilometraggio: 16 Km a 11 chilometri orari nel rivale del fiume Montone compreso di lunghe pozzanghere generatesi dalle piogge degli straordinari temporali dei giorni precedenti.

Le lucciole allineavano il sentiero con la Via Lattea... Quando... Non mi sarei mai aspettato di trovare... Proprio lì... "In mezzo all'oscurità del parco", delle donne sole che portavano a spasso il cane e delle famiglie con le torce i cui bambini giocavano, correvano e osservavano con stupore il mio passaggio... Certo che l'Headlight di Armytek da mille lumen in testa fa un certo effetto... per non accecarli cercavo di guardare in basso... E vedevo le Five Fingers Spyridon che illuminate si destreggiavano disinvolte sul terreno!!! L'emozione era grande... perché queste erano le scarpe scelte per la gara in montagna.

La doppia uscita è riuscita a indolenzirmi le gambe e soprattutto i polpacci, ma era previsto come lo era  l'eterno riposo della domenica (il giorno prima della gara!). Cosi iniziai la preparazione mentale alla gara... Distendendomi, dopo aver lavato tutti i panni e averli stesi, ricordai che in passato avevo letto qualche articolo sulla corsa in montagna in cui riportava tecniche e consigli... Quelli che più erano rimasti impressi? Uhm vediamo...: Uno  era quello di fare brevi passi nelle salite, un po come i rapporti corti della Mountain Bike... L'altro invece era l'aiuto alle gambe che avviene appoggiando e premendo le mani sulle cosce per affrontare cosi le salite più ripide.

La concentrazione

Ma la vera concentrazione avviene con la meditazione e il relax... Pensavo o meglio mi trasportavo attraverso i brividi dell'emozione... in questa nuova gara mai percorsa da guerrieri di quest'epoca... Un luogo mai visto prima... sospeso nel tempo con lunghe distese di prati collinari ove il vento acquista un eterno potere e attraverso le fessure tra le verdi e lucenti foglie dove il sole si ammansisce... lui prosegue fino a giungere alle ombre dei magici sentieri incantati, laddove la natura regna incontrastata... (Ok) Riprenditi... La gara c'è già stata e purtroppo non c'eri... sarà per la prossima! Ci conto!!!

Perfetto preparazione di tutto l'occorrente rimandata alla mattina della partenza, sapevo a memoria cosa portare, quindi avrei fatto prestissimo... Rianalizzando non ci sarebbero stati inconvenienti, soprattutto questa volta avevo calcolato i tempi per fare il viaggio e arrivare in tutta calma e tranquillità.

La notte

Notte decisamente insonne, non riuscivo a dormire, non dall'agitazione... ma... dall'emozione!!! (Incredibile). Oltre alle innumerevoli pastiglie alle proteine necessarie ad abbreviare i tempi del recupero muscolare, per la preidratazione decisi di non attaccarmi alla bottiglia dell'acqua come al solito ma di preparare e gustarmi con tutta calma vari tipi di tisane... dall'infuso drenante (per rimuovere i liquidi in eccesso) a quella per il sollievo delle gambe... Per chiudere poi con la dolce e squisita fragola e mango di Twinings.

La mattina

Dopo leggeri sonnellini dovuti anche alla prolissa e riposante dormita del pomeriggio, ad occhi aperti con lo sguardo nel punto più calmo del relax stavo pensando di decidere in  tutta tranquillità quando alzarmi, stimando che era necessaria almeno un'ora e mezza per il tragitto in auto.

Si parte... I miei piedi toccano il suolo alle 5:45, giro la testa e guardo l'angolo degli addominali e mi dico...: Oggi niente sforzi pregara!!! Mi alzo barcollo al bagno per fare pipì, mi peso... incredibile 72.7 kg sono sceso sotto i 73 kg. Ancora assonnato dirigo il corpo in cucina dove vedo una strana luce arancione che faceva apparire tutto come uno straordinario scenario alieno, mi affaccio alla finestra incuriosito e fu proprio li che lo vidi... Era il SOLE... Una piccola pallina arancione appoggiata delicatamente sul tetto nella silhouette di una casa, nel tempo di fargli una foto per Instagram, mi chiesi come facesse a rendere l'atmosfera di un arancio cosi ammaliante, così chiamai la foto: Buongiorno... Oggi in veste arancio.

Incominciai a preparare la colazione e tutto l'occorrente alimentare per la gara... Era tutto sincronizzato, mentre l'acqua bolliva nel microonde io stavo entrando nelle Five Fingers (l'emozione più grande, era portare queste scarpe a correre nel loro habitat naturale).

Tutto pronto in ordine e in fila sul tavolo che aspettava solo la foto per incominciare a consumare la... "Super Colazione": Si inizia con succo di limone annacquato (il solito bicchiere appena sveglio per alcalinizzare il sangue), termogenico alla caffeina e ginseng, due fette biscottate al delicato miele d'arancio e due alla zuccherina marmellata ai frutti di bosco, un mix esplosivo tra vitamine minerali e aminoacidi chiamati: "Animal Pack" (utilizzati dai culturisti Americani). E tanta frutta secca... Una noce, nocciolina, pistacchio, mandorla, nocciola, nocciola americana, pinoli, semi di zucca, mirtilli rossi, goji berries e la prugna con il cioccolato fondente 85%... Un sorso della bevanda al riso per passare alla frutta: un kiwi al cucchiaino e la principessa della tavola: La mela!!! Chiudo la colazione con dissetanti! Orange & Cinnamon Tea e l'infuso al Ribes Nero, Ginseng e Vaniglia.

Per risparmiare tempo pensai di partire già in tenuta da corsa in modo d'alleviare l'ansia e la preoccupazione di prepararmi prima della partenza. Mi vesto pesante tenendo conto che le piogge portano aria fredda e poi in montagna è sempre più fresco... Ma la tenuta leggera, il Camel Bag con la cartuccia da un litro e mezzo di acqua insieme alle scarpe normali da Trail erano con me... sempre nel caso di un ripensamento. Piglio le buonissime barrette di gelatina ai mirtilli rossi con maltodestrine di Aptonia e la nuova barretta alle proteine di Vitamincompany il cui nome la dice tutta: Temptation!!!

Nel frattempo guardo l'orario e noto che c'era ancora tempo ma ho pensato: Meglio partire in anticipo non si sa mai!!! Agile ricontrollo mentalmente tutto il materiale come una "lista virtuale della spesa". Mi accorsi che mancava il laccetto con l'anima di metallo (quello per chiudere i biscotti) necessario per legare il cavo delle cuffie nel caso utilizzassi lo zaino.

La partenza

Si parte!!! Ore 7:45.  Butto gli zaini nel bagagliaio dell'auto salgo metto in moto e avvolgo letteralmente l'acceleratore con le Five Fingers. Preammetto che la guida non è il mio forte... con tutta tranquillità imposto il navigatore, anche se per arrivare a Cesena non ne avrei avuto la necessità decisi di impostarlo, cosi da non dovermi fermare per strada.

Il fato ha voluto che la calda voce del navigatore femmina mi portasse confusione nel decidere quale uscita prendere alle rotonde della nuova circonvallazione... Musicaa... dai suona più fortee!... non voglio sentiree! quello che il navigatore ha da dire!!! Tra una rotonda e l'altra guardo l'orario "trenta minuti per uscire dalla nuova tangenziale" (la troppa tranquillità questa volta mi aveva messo in difficoltà)...

Incomincio a preoccuparmi con i soliti Se: E se non trovo il posto!!! E... Se ti perdi e devi chiedere indicazioni!!! Quel tempo sarebbe servito in questi casi!!! Aumento la velocità arrivo a Cesena prendo e proseguo nella SS9 come da navigatore che a un certo punto mi fa uscire sulla destra... Nel dubbio proseguo con al fianco l'incertezza ragazza che mi osservava con aria insinuante... Vatti a fidare del navigatore, mi fermo per fare pipì e ovvia mente locale, quando riparto...

Per sicurezza "pericolosamente a ridosso di una curva" fermo e chiedo ad un ciclista uomo che mi dice di tornare indietro... E li... incomincio ad avere seri dubbi, comunque decido di proseguire e dar ragione per questa volta al navigatore, poi in velocità lo vedo di nuovo affiancarsi al finestrino... voleva dirmi che andava bene anche nella mia direzione.

Con tutta calma, mi fermo... apro lo sportello lato passeggero e faccio delicatamente scendere l'insicurezza dall'auto. Arrivo ad un piccolo paesino situato in salita... In cui mi fermai per chiedere indicazioni... Una straordinaria signora che aveva superato gli ottanta, con il sole che gli copriva metà del volto mi disse con tutta calma... che la strada era giusta! Di proseguire e svoltare poi a sinistra e che comunque ci sarebbero state le indicazioni...

Non feci in tempo a ringraziarla accompagnando un sorriso per aver spento quietatamene le mie ansie che incominciò a raccontarmi la sua vita... Mi disse...: Sa'... Io avevo un figlio come lei... della sua età e mi è morto... Io triste la guardai e le dissi: Ma lei signora è una persona forte, è riuscita a superare il dolore più grande che un essere umano può sopportare.... E lei mi disse: Ti posso dare un bacio... Si baciò la mano e me la appoggio nella fronte poi guardandomi con un sorriso gioioso... Mi disse di nuovo: Lo sai dove vado ora?...  Io gli risposi che mi sarebbe piaciuto parlare con lei... Ma che era tardi! Avevo fretta!!! E che purtroppo dovevo andare!!! Ma lei continuò a parlare consapevole del fatto che avrebbe rubato solo gli ultimi due secondi della mia vita... E mi disse: Vado al cimitero... e porto anche da mangiare a un gattino, che quando mi vede... devi vedere, mi fa una festa!!!

Commosso, ringraziai la signora... e la salutai. Si era fatto veramente tardi!!! Proseguo oltre... Ma le sue parole continuarono stranamente a girarmi per la testa... quando in solitudine potei commuovermi veramente.

L'arrivo

Nell'amaro contrasto di emozioni... la commozione si ricopriva di tensione... Era tardi sul serio!!! Ricordai le parole della signora "Otto chilometri" E poi pensai di curve o di rettilineo?... Visto le strade, optai per la prima... Svoltai subito a sinistra alle indicazioni per Sarsina, la strada diventò una gincana fatta di curve mentre l'immagine della mia auto... si stava trasformando in una sporca "Auto da rally" con tanto di Sponsor e Roll-bar interno... Le indicazioni delle curve mi venivano comunicate dal "navigatore donna" seduta al mio fianco...

Erano già le nove passate!!! Per fortuna ho il vizio di mettere gli orologi avanti per evitare ritardi... Pensai allo sparo della partenza (il pensiero della parola SPARO mi generò ancora più ansia!) Ricordai che era fissato alle 9.30. Ancora non sapevo dove mi trovavo... continuavo a lasciarmi alle spalle tante piccole stradine laterali dai nomi poetici più strani, ma troppo strette per portare ad un paese...

E in mezzo a tutte quelle curve che non finivano più... trovai incredibilmente a bordo strada un camminatore ragazzo con le cuffie... Gli chiesi quanto mancasse per Sarsina e mi rispose che andava a piedi... Glielo richiesi e mi disse di no che preferiva andare a piedi... Allora!!!... O le curve mi hanno rintronato!... O lui ascoltava musica metallara pesante!!! Gli chiesi di fermarsi... Quando lo guardai dritto negli occhi gli dissi per la terza volta: Quanto manca per Sarsina?... E lui finalmente rispose: Due minuti! Lo ringraziai al volo e partii in tutta fretta! Erano già le 9:10!!! Non sapevo ancora dove era la piazza e dove parcheggiare la macchina mentre non solo la guida si stava facendo sempre più nervosa.

Finalmente arrivo in paese, dall'alto vedo la piazza e sento delle voci amplificate da microfono come in una festa... poi in lontananza vidi degli stendardi e pensai... Ci sono!!! Ora massima concentrazione... pensiamo a trovare il parcheggio più vicino, chiedo al volo indicazioni ad un signore che togliendosi le cuffie mi disse meglio scendere dalla strada che avevo appena superato, retromarcia impazzita imbocco strada scendo e in mezzo alla curva... Chi mi ritrovo? .... Un cane!!!... Un cagnolino che con i suoi beati e disinvolti saltelli stava attraversando la strada... Lo guardo da lontano e anche lui mi fissa (tipo film dei Cow Boy), con lo sguardo gli dico: Passoo Ioo!!!, e lui si fermò mettendosi a sedere... incredibile si fermo proprio li... in mezzo alla strada e mi lasciò passare, in curva gli girai attorno e con il finestrino giù... lo osservai dall'alto al basso e lui... Lui... Mi sorrideva come se sapesse che ero in ritardo!!!...

Neanche il tempo di rimanere attonito che vedo un cartello "P" di parcheggio, ma non sapevo quanto fosse distante... Era veramente tardi le 9:15, sotto stress decisi di rischiare e scendere ancora... Non l'avessi mai fatto, c'era la fine del paese... con tanto di vigili e transenne, faccio subito inversione prima di ritrovarmi chissà dove quando vidi uno di quegli invitanti parcheggi privati che sempre liberi stanno davanti alle case e chiesi ad un signore che con sporta in mano chiudeva baule dell'auto. Io... disperato, conoscevo già la risposta!!! Ma chiesi comunque, Lui mi guardò e mi disse alzando le spalle: Eee no! Con un grazie imbarazzato proseguii oltre.

Ultima salvezza, il parcheggio che mi ero lasciato alle spalle... Piede sull'acceleratore rifaccio strada appena percorsa arrivo posteggio... cerco un posto vicino uscita quando i miei occhi videro due runners che si stavano mettendo l'uniforme, questo mi rassicurò un po...

Mancavano 10 minuti!!! Scelsi di rimanere cosi come ero nella mia solita tenuta, senza zaino, metto tutto... Chiave macchina barrette gelatina iPhone in tasca dietro pantaloncini a compressione che gonfia scoppiava... scendo scale e vidi un organizzatore uomo... Gli chiesi: Quanto manca...? Mi disse sorpreso: Cinque minuti...!!!

Aumentai il passo quando vidi scavi con mura, resti d'antica città romana ma proseguo, in rapidità vado oltre mi ritrovo in un basso tunnel e porte di abitazioni tenute tranquillamente aperte... cerco di non farmi incantare dal luogo e proprio alla fine del tunnel che bramava la mia attenzione, un muro di luce...

Le lenti Variomatic degli occhiali UVEX  incominciarono ad oscurarsi all'arrivo in piazza Plauto... La piazza era piena di guerrieri e Nordik Walker, incominciai ad osservarli incuriosito... come un bambino davanti a una bancarella di giocattoli, pensai che la corsa in montagna richiedeva nuove tecnologie e che molte erano a me ancora sconosciute...

Non volevo perdere tempo, come Robocop indirizzai lo sguardo e poi il corpo nello stand dove si ritiravano le pettorine... Arrivo allo stand c'erano le fantastiche organizzatrici che mi hanno da subito riconosciuto, visto l'orario hanno fatto tutto in fretta per segnarmi e darmi la pettorina, ma mentre la ragazza gentilmente mi da la pettorina mi guardò notandomi bene e mi disse: Così hai caldo!!! E poi... Come fai a bere?...

Effettivamente accuso il colpo! Tutte le telecamere puntarono a me!!! E girandomi confuso prestai attenzione al clima... all'ambiente, constatai che faceva caldo... pensai ma allora la pioggia di questi giorni? Il freddo...? No...!!! Guardo meglio... metto a fuoco!!! Tutti erano a mezze maniche, mi giro di nuovo fulmino l'organizzatrice con lo sguardo e gli chiedo: Quanto manca alla SPARO?  E... mi rispose: C'e la fai!!! Mancano ancora dieci minuti! La guardo dritto negli occhi e gli dico: Arrivo subito!!!

A passo sostenuto attraverso piazza illuminata da intensa luce solare, le voci si perdevano al passaggio buio del fatato e profondo tunnel scavato nella roccia di una casa senza tempo... Incominciai a correre cercando di tirare fuori chiave d'auto da tasca che maledettamente incastrata non ne voleva uscire... salgo scale in corsa irritato con mani fruganti in tasca... arrivo all'organizzatore che mi guarda pensando: E lui cosa ci fa ancora qui?... Auto... Apro baule strappo maglia maniche lunghe, infilo maglia leggera a corte... aggiungo un solo litro d'acqua alla sacca del camel bag che metto in spalla... tolgo barrette dietro tasca pantaloni metto tutto in tasche dello spazioso e comodissimo zaino Advanced Skin 12 di Salomon. Ok...!!! Ci Sono!!! Ci siamo...!!! Infilo iPhone in tasca apposita sempre in zaino...

Contento di aver finito... quando mi accorsi che mancava la pettorina!!!... Via... Apri le spille!!! Decisi di posizionarla in basso in modo da non raffreddarmi la pancia (visto l'ultimo accaduto!!!). Mi tremavano le mani... le spille non si infilavano... me ne salta una dentro la macchina, pensando al povero passeggero che si sarebbe seduto... Ne presi un'altra dalla tasca dello zaino, Ok!!! Pettorina a posto...!!! chiudo l'auto e dall'agitazione non riuscivo neanche a pensare cosa potevo aver dimenticato ma non me ne preoccupo... Proseguo! Andiamo Avanti!!!

Vado per scendere le scale quando l'organizzatore mi disse: ALT!!! Qui non si può passare, stanno per arrivare i runners!!!... Ed è proprio in quel momento che sentii il sangue che mi scorreva nelle vene diventare della stessa consistenza delle barrette alla gelatina, impietrito dai suoi occhi color Medusa!!! Rimasi li fermo e immobile... come le poco distanti rovine romane... Riuscendo a muovere solo gli occhi notai che scrutandomi bene... e sorridendomi mi disse: Ma tu sei un runnersss!!! Dai!!!... Cosa fai qui!... Sbrigati!... Che stanno partendo!!!

Via... in corsa mi sciolgo... più veloce... supero romanerovine... tunnelnero... arrivo piazzaluce lascio chiavimacchina a sempregentile organizzatore donna di nome Barbara e mi posiziono dietro alla linea del traguardo... Mentre la tensione della paura di non farcela si stava dissolvendo lentamente, vidi qualcuno che osservava incuriosito le Five Fingers ai miei piedi, curioso a mia volta decisi cosi di guardare le scarpe nei piedi degli altri e notai che quelli che vedevo attorno a me indossavano scarpe normali... Pensai semplicemente che ancora non le conoscessero!!!

La vera partenza

Mentre sentivo ancora la gelatina che stava circolando nel sangue diedero il via alla partenza... All'atto dello sparo, il sangue tornò allo stato liquido e intanto che c'ero decisi di mangiare la gelatina al volo per le energie necessarie nei primi dieci chilometri (a due ore dalla colazione). All'ingresso del nerotunnel trovai meravigliosamente un cestino dove al volo buttai la plastica...

A passo d'uomo procedevano i guerrieri... E io... vicino a loro... Riuscivo a percepire l'incredibile forza che emanavano! Dentro al tunnel spiragli di luce si muovevano tra i corpi e l'ovattato rumore... Al passo... subito alle scale fino all'organizzatore, (si... quello che aveva fatto di tutto per mettermi ansia), che salutai con ingenuo sorriso di soddisfazione e lui a sua volta mi sorrise consapevole e contento di avermi messo in agitazione... Ma allora sei proprio un burlone (pensai dopo averlo superato).

La corsa procede tranquilla... dall'asfalto si passa subito a una salita molto ripida e dura... All'inizio tutte le energie sono alla massima potenza per questo abbiamo affrontato l'atroce salita tranquillamente in corsa... Poco prima di arrivare al ponticello di legno c'erano gradini con fango e muschio... nonostante la musica udii un urlo emesso per segnalare il pericolo (tra guerrieri ci si aiuta), anche facendo la massima attenzione e cautela nei movimenti e a dove mettere i piedi... A momenti... scivolavo! Segnalai il pericolo ai guerrieri che avevo dietro quando nello stesso istante davanti a me comparii il fantastico ponticello di legno che attraversai con la felicità e la gioia di un bambino quando d'improvviso s'incanta... (fortuna che non c'era nessuno che mi guardava).

Nell'unico tratto piano del ponte sentii che avevo qualcosa ai polpacci... ma proseguii... Poi visto che i polpacci continuarono a sbraitare decisi di prestargli maggiore attenzione e mi accorsi che effettivamente stavano esplodendo!!! Mi si erano gonfiati!!!  E... Non mi chiedere... Più... Come farò!... Ee non lo so!!!...

Lasciai la tenuta da bimbo per far comparire il "Display di Terminator" con le possibili cause e soluzioni al problema. Analizzai velocemente la situazione: la ripida rapida salita mista all'euforia e super energie iniziali avevano fatto percorrere una perfida scarpata che i polpacci non hanno apprezzato per niente, davanti a me una salita gemella alla precedente...

Eravamo ancora alle meravigliose quanto rare "Marmitte dei giganti" quando pensai ad una soluzione veloce... Che inevitabilmente era poi quella di non sforzare troppo i polpacci... Perché senza quelli in salita non si va lontano! Cercai di tenere a freno l'euforia figlia dell'emozione Trail che non smetteva di contagiarci tutti quanti... E che con stupore notai brillare incessante negli occhi dei prossimi guerrieri... proprio come feroci fiamme d'un ardente fuoco.

Mani nelle cosce a supporto dei poveri polpacci che stavano lavorando duro (mi piaceva questa collaborazione) i muscoli del dorso e delle braccia erano a supporto delle gambe mentre lo sforzo aumentava incessantemente il sudore continuava a gocciolare ininterrottamente dalla fronte... In mezzo a questi sovraccarichi estremi prestai attenzione ai guerrieri davanti a me e notai... Qualcosa!!! (Qualcosa che avevo già intravisto prima) e cioè dei supporti ai polpacci... tipo delle calze lunghe che però avvolgono i polpacci comprimendoli, lo collegai al fatto che i miei polpacci stavano letteralmente detonando (pensai subito ad un futuro acquisto).

Ma adesso ero solo!... Solo con me stesso!!! E con le uniche energie che avevo a disposizione... dovevo mettercela tutta! Dovevo farcela!!! Era necessario concentrare tutte le mie forze per riuscire a spingerli al massimo fin dove potevano arrivare senza la compressione.

Tutti esausti da queste tremende salite arriviamo finalmente ad una strada ghiaiata con minima pendenza in progressione che inizialmente affrontammo correndo... I nostri polpacci tramortiti dalle precedenti salite incominciarono ad imporre una camminata veloce... Si... in effetti... sentivo i polpacci grossi e indolenziti... Pensai che camminando avessero tutto il tempo necessario per tornare in sesto e... Avevo ragione!!!

Non sapevo come comportarmi nella salita, qualcuno mi superava altri rimanevano in dietro io portavo anche il peso dello zaino... Correvamo poi a salita ripida passavamo alla solita camminata... Come riferimento avevo preso una ragazza alta che come me aveva lo zainetto, non sapevo letteralmente cosa fare per questo dopo lo spaventoso indolenzimento dei polpacci, "con PAURA"... Cercavo di seguire e imitare i guerrieri al mio fianco.

Ad un certo punto dopo tanti tratti di corsa alternati a cammino sentivo i polpacci che si erano stabilizzati ed erano ben caldi... Praticamente mi stavano dicendo dal basso: Noi ci siamo... Siamo pronti! Se vuoi puoi andare!!! Decido cosi di disconnettere i neuroni specchio e intraprendere l'avventura a modo mio...

Mi porto al centro strada dove non c'erano buche e mentre tutti camminavano... Io incominciai a correre e ci riuscii... Non ci credevo!!! Stupito osservavo i miei piedi e i sassolini che delicatamente li massaggiavano intanto che i polpacci buttavano carbone nelle caldaie e cosi decisi di insistere... Ma continuavo a non capire! Non avendo mai partecipato a gare in montagna!!!... Mi stavo chiedendo perché riuscivo a superare guerrieri... Guerrieri preparati che avevano già corso in montagna?

Poi ad un tratto... Un lampo di genio!!!... Con le Five Fingers è come correre in salita!!!... Ebbene si... I poteri straordinari di queste scarpe riescono a stupirmi ancora una volta e questa volta non proprio nella mente e... nemmeno nell'anima... ma nel corpo. Queste magiche scarpette richiedono un allenamento diverso dalle scarpe normali... Si corre soltanto di avampiede perché l'ammortizzatore nel tallone semplicemente non esiste, gli ammortizzatori diventano i muscoli dei piedi insieme ai potentissimi polpacci... che in tutti questi anni avevo inconsapevolmente allenato.

Trovata la risposta a questa straordinaria e inaspettata sorpresa, dissi subito al capo sala macchine (ancora sporco di fuliggine) di buttare altro carbone nell'enorme caldaia... MOTORI AL MASSIMO!!!... AVANTI TUTTA!!!...

Mentre la propulsione muscolare liberava tutta la sua incredibile potenza (immaginavo che all'interno... proprio all'interno dei polpacci ci fossero giganti pistoni di una maestosa nave... Si... proprio come il Titanic, chi non ha visto quel film... È bellissimo)... Nello stesso istante... incominciò a formarsi davanti a me una salita più ripida... che esterrefatto affrontai senza problemi... Anzi! Aumentai il passo!!! Incredibile!!! È proprio in quell'istante... Che i brividi non tennero più il confronto... E adesso!... Sento la PAURA!!!... La paura sciogliersi insieme a me ed è... ADRENALINA PURA!!!

L'emozione era unica e suprema!!! Queste selvagge ed incredibili ebbrezze orbitanti al cuore alimentavano nuove forti energie accompagnate da fremiti.... Fremiti che emergevano da ogni parte e  pervadevano il corpo quasi come se volessero non farmi fermare più.

Pensai (con la felicità di un bambino): Allora questo è il mio terreno!!!... Io sono allenato!!!... In tutti questi anni, tutti quegli allenamenti in pianura, in realtà... era come averli fatti in salita!!! Capii quindi che i polpacci agiscono da "Super Ammortizzatori" ed è proprio per questo che quando uscivo in Vibram Five Fingers si indolenzivano cosi dannatamente.

Pur sapendo comunque di essere un novizio acquistai da subito maggiore sicurezza e padronanza del mio corpo, decisi di non strafare e godermi il fantastico panorama di quei luoghi incantati!... Incredibilmente mi staccai dal gruppetto e rimanendo solo riuscii a concentrarmi maggiormente su ciò che mi circondava. Vedevo e osservavo i favolosi tratti d'ombra e di sole... i ramarri (giganti lucertole verdi) mi tagliavano la strada... (anche loro, come noi! Prendono il sole).

Ma ciò che di più facilitava la fusione... tra mente, anima e corpo: Era... L'ARIA..., l'aria, pura e fresca se si poteva toccare la immaginavo di una consistenza fine e leggera fatta di seta... La sensazione era tanto strana quanto irreale... Era necessario meno sforzo nell'atto del respiro.

Il percorso

Nei tratti lunghi sotto il sole... non appena compariva il pensiero del caldo, c'era subito pronta una fresca e intensa ventata che arrivava da direzioni diverse e portava il calore via con se lasciando lunghi brividi che si irradiavano lungo la schiena e tutto questo mentre osservavo questi fantastici luoghi... Arrivai al punto di ristoro qualche arancia e qualche aspro limone per poi ripartire ancora più fresco...

Guardando a terra ammiravo i piedi falcare svariati tipi di terreno, successivamente arrivarono altre salite e in alcuni tratti... in quelli più leggeri ne approfittai per qualche chiacchiera di confronto con una gioiosa guerriera... dopo vari consigli di cui ne faccio subito un prezioso tesoro... Arriviamo prossimi alle dense salite che la nuova collaborazione tra braccia e gambe hanno affrontato duramente, eravamo sotto a un intenso sole i cui robusti raggi venivano falciati dal piacevole gelido venticello.

Dopo aver superato le antiche mulattiere... ad ogni passo di corsa nuovi sentieri divenivano rigidi e severi mentre piante simili ad ortiche (ma innocue) con ancora la soffice rugiada sulle foglie, scioglievano l'intenso calore delle affannate caviglie e gli ormai stremati polpacci... quasi come se volessero in un qualche modo dare il loro contributo per alleviare lo sforzo impiegato dai muscoli. Ogni tanto i soliti tre sorsi dal tubicino del camel bag per reidratarmi dall'acqua espulsa tramite il sudore, stranamente notai che il sorso primo era freddo a differenza dei consecutivi.

In seguito, i semplici sentieri diventarono all'improvviso sempre più complessi e ci misero veramente a dura prova consapevole del fatto che più mi indebolivano e più sarei diventato forte!!! Dai lastricati fino all'estrema pietraia per poi arrivare ad appagare tutte quelle energie spese nel percorso...   Finalmente arriviamo al vero  e proprio traguardo!!! E cioè il punto più alto più bello più affascinante e più estremo del percorso... Alla CIMA!!! Il vuoto lasciato dalle innumerevoli calorie perse per la strada veniva colmato da un'eccentrica soddisfazione.

Ero alla cima! Nella cresta!!! Dove i miei occhi non potevano trovare alcuna giustificazione! E nessuna barriera! Erano liberi!!! Liberi di vibrare nell'infinito dove l'aria che leggermente mi sosteneva alleggeriva il peso che portavo nell'anima!!!... Ma è vero che... Oltre la Salita!... L'hanno visto in tanti già!... C'è la Vita... la vita... la vita!

Io... Credi!... D'avvero... non pensavo!!!... Che tutto questo, fosse possibile nell'atto della corsa! Ammirare cosi da vicino un limpido e maestoso panorama di cui gli occhi ormai sopraffatti continuarono ad imprimersi delle sue più ricche sfumature e variazioni di colori... I predominanti erano il verde dei boschi  e il blu del cielo, questi imponenti colori mi persuadevano e contribuivano ad accompagnarmi e a trasportarmi verso nuove emozionanti sensazioni.

Si... questo... è il Trail Running!!! Mi dissi, con entusiasmo!!! Prima di arrivare alla Cima!!! Nell'esatto istante in cui concentrai la mente per sostenere un grande balzo e superare cosi un importante scalino naturale mentre la salita stava già assorbendo tutte le mie energie.

Non faccio in tempo a fermarmi sul ciglio del dirupo... per ammirare il panorama e sedermi ad un lato per scattare qualche foto con lo Smartphone che vengo subito raggiunto da un gruppetto di guerrieri. Dopo qualche leggera discesa... ci attendeva il punto di ristoro dove mangiai le fresche e succose arance... parti subito dopo aver fatto il rifornimento di acqua al camel bag e qualche battuta per isolare l'affanno, subito incominciarono cosi a farsi notare le prime pendenti discese (che ancora non conoscevo! Cosi ripide frastagliate! Piene di sassi!!!).

Attivo specchio neuroni e osservo la reazione di altri guerrieri... vedo molta attenzione!... molta cautela!!! Decido di seguire i loro movimenti e vado piano, poi incominciai a notare un'estrema tranquillità e facilità nei movimenti... Nell'appoggio a terra, stranamente il piede si allineava conformandosi perfettamente al terreno... Per curiosità decisi di aumentare il passo e incominciai a superarli tutti con il minimo sforzo e la stregata assenza di paura che mi faceva sentire ancora una volta un essere "sovrumano" (Il piede era a livello del terreno solo 3,5 mm mi separavano dalla natura)...

Pur mantenendo il controllo decisi di spingermi oltre, incominciai letteralmente a fare lunghi balzi e a lanciarmi... Si!!! A Lanciarmi!!! (mi sentivo come l'uomo ragno)... La mia concertazione era mirata ai "Tre passi"... Cioè, mi spiego meglio...: Osservavo dove appoggiare il piede... Ma non solo... Osservavo dove avrei appoggiato il piede nel passo successivo e questo fino al terzo passo, se non riuscivo a prevedere il terzo passo potevo cosi ridurre la velocità nei due passi successivi...

Incominciai cosi a provarci gusto, mi lanciai veramente nel vuoto!!! Non avevo paura di niente!!! Mentre le cuffie da combattimento di SOUL non si muovevano nemmeno di un millimetro i miei piedi si aggrappavano afferrando le rocce anche quelle più irregolari e frastagliate... L'importante equilibrio tra mente anima e corpo era ben saldo in quel preciso momento!!!

Continuavo ad acquisire velocità privo di timori o paure!!! E... in velocità continuavo ad aggrapparmi alle rocce, anche a quelle oblique situate a bordo del sentiero utilizzate a volte per saltare dalla parte opposta in cerca del percorso migliore!... Del percorso perfetto!!!... Quello con meno ostacoli!!!

Le curve erano fantastiche, alcune... quelle fatte di sasso liscio le feci sfruttando la forza centrifuga come in una parabolica, non riuscivo più a fermarmi dall'emozione!!! Correvo... correvo a balzi... e di nuovo correvo... Poi ad un tratto finisce la discesa, sentii cambiare terreno sotto ai miei piedi, abbasso lo sguardo e vedo terra con fango... non notai più segnalatori di percorso, proseguì per un altro tratto ma non vedendo segnali incominciai a camminare... Forse sarà!... Che poi... Perdendoci... Ci ritroviamo!!!...  Tolsi le cuffie e senti voci... Voci di guerrieri dal luogo in cui provenivo. Decisi di tornare indietro, in effetti l'intensa emozione mi aveva distratto... Avevo sbagliato percorso! Avevo perso il tempo!!!

Riparto di nuovo... discesa spedita arrivo in strada terra e pozze in velocità supero un gruppo guerriere passando sopra calde pozzanghere che inumidivano temporaneamente piedi caviglie ancora caldi dalle subite  ripercussioni, proseguo... cerco di fare filmati, la strada si fa larga poi ghiaiata... torna la salita che alterno come al solito tra corsa e cammino...

Verso la fine

Arrivo in questa... (Fantastico!!!... Avete presente... quelle distese di prato collinare, quelle che si vedono solo in auto... dove di solito veniamo colpiti... più che colpiti... rapiti... da quel forte desiderio di libertà e che guardando i nostri piedi incastrati tra i pedali scioglie e porta la nostra immaginazione a correrci sopra). Ecco io mi trovavo esattamente li... Dopo un angusto e stretto sentiero di foresta fatto di folti rami e piccole ma insensibili erbacce appiccicose che si accingevano e legavano alle caviglie come se volessero trattenerle a tutti i costi... Proprio li... dietro a un semplice cespuglio... Si nascondeva questa fantastica e sconfinata discesa collinare... Sembrava quasi un dolce frutto della fantasia!!! In lontananza vidi il gruppo che avevo lasciato alle mie spalle ma che avevo perso tra le ripide discese dopo essermi "perso nel tempo".

Da distanza li osservai... andavano cauti e tranquilli, la discesa era ripida e un po pericolosa fatta di terra e erba... ed è proprio li che senza pensarci più di tanto mi lanciai all'impazzata... Si... La mia mente era ferma... Ma lasciò anima e corpo sfrecciare nella discesa!!! Le caviglie che prima erano state ripetutamente trattenute... Ora, erano libere! Senza Freni! Senza Inibizioni!!!

Mi lanciai di nuovo ma questa volta nella libertà!!! In questa immensa distesa capace di aprirmi la mente!!! Alzai persino le braccia... Come se stessi per prendere il volo... E volavo... Si!!!.. Volavo!!! Proprio come fa un bambino piccolo. Acquisto subito velocità, notai successivamente che muovendo le braccia ormai aperte, il corpo si bilanciava incrementando stabilità ed equilibrio... Consulto i piedi... che pronti... mi riferiscono che le scarpe riescono a resistere e aderiscono tranquillamente al terreno, segnalandomi cosi che: Posso andare oltre!!!... Non ci credevo!!! Pensavo di essere al limite e invece potevo andare più forte!... Più veloce!... Potevo spingermi oltre!!!

Raggiungo e supero il gruppo in estrema velocità dicendogli mentre ero quasi al limite del controllo:... MI ERO PERSO!!!... E acquisto ancora più velocità... Troppa Velocità!!! Un piede scivola via dall'erba ma subito fa di nuovo presa... decido di rallentare faccio due o tre battute laterali, pensando alle mie povere ginocchia (domani me la faranno pagare)... Poi incredibile incominciò a disegnarsi davanti a me un sentiero nell'erba che osservai come il pilota di  un aereo osserva la sua pista di atterraggio.

Il sentiero stava formando una curva in discesa... Senza Paura!!! Con un sorriso stampato in faccia, mi lanciai di nuovo in velocità e affrontai la curva! (Come un centauro sulla sua nuova e fiammante moto da pista). Ormai... mi fermavo a baciare le scarpe! Alla fine di questa stupenda prateria nella fresca ombra dietro un cumolo di alberi scorreva un piccolo ruscello... Dove ne approfittai, mentre gli altri si aiutarono per saltarlo le mie zampe erano li... A mollo!!! E una straordinaria sensazione ultraterrena saliva dal basso mentre l'acqua scorreva gelata sopra i piedi incandescenti... E... Ora... lo so!... che non si annega!!!

Riparto... Le scarpe le avevo lasciate al ruscello... (non le sentivo più), nei piedi tornavano colpi di calore sempre nei punti maggiormente battuti dalle grandi rocce... Feci il Check Up dei polpacci dal display vidi che si stavano esaurendo (esattamente come ammortizzatori senza più gas)... Ero proprio al limite!!!... Poiché di tallone non si può andare (mi era già capitato... quando in un lungo esagerai e mi ritrovai a piedi). Avendo rimasto giusto gli ultimi spasmi di energie, non volevo esagerare, era anche il primo contatto con la montagna e non sapevo come avrebbero reagito i muscoli e il corpo nei giorni successivi... (rischiare poi di ritrovarmi talmente indolenzito da non riuscire neanche a camminare)... Quindi proseguo in tutta tranquillità... faccio qualche chiacchiera con qualche guerriera... mi svelano le loro epiche imprese nella corsa. Favoloso!!!... Guerriere che il giorno prima avevano affrontato gare di trenta chilometri, erano li al mio fianco che correvano assieme a me senza paura.

Ad un certo punto d'innanzi a me come per incanto... comparì la "tentazione del  guerriero"... Una panchina fatta di tronchi di legno!!! Era per noi come una dolce ancella con l'arpa che c'invitava ad accomodarci mostrando la sua tenera accoglienza... ...!!!Scuoto la Testa!!!... Cerco di riprendermi!... Quando i miei occhi ancora appannati  videro un guerriero cedere, un cenno di sorriso e mentre mi raggiunge, recuperando velocemente il passo, gli raccontai della mia esperienza nella prima maratona (fatta in casa), dove al quarantesimo chilometro (come un miraggio) trovai una sedia da ufficio nel rivale (Si!!! Gli dissi!... Proprio quelle sedie ergonomiche... con tanto di cinque razze e rotelle)... Ed è proprio li che cedetti alla tentazione chiedendomi chi cavolo mette una sedia da ufficio in un rivale!!!

Il traguardo

Proseguii mordendo la gomma per aspirare l'acqua dal camel bag e accorgendomi che dopo un sorso l'acqua era finita... Avevo tanta sete si... ma riuscivo a tollerarlo perciò prima di bere il succo di frutta preso dal punto di ristoro chiesi ai guerrieri che tenevano il passo al mio fianco "anche loro esausti" se l'avessero voluto per dissetarsi,  guardando il GPS mi ringraziarono dicendomi che eravamo in dirittura d'arrivo... Infatti davanti a noi si fa notare la strada asfaltata... Mentre bevevo il mio succo in tranquillità... vidi che loro aumentarono il passo e uno, ormai esausto, incominciò a fare urli di vittoria! Mentre io riprendevo il tutto con lo smartphone arriviamo insieme al traguardo!!!

Ancora con i fantastici brividi e l'emozione che circolava in corpo dopo l'attraversamento della linea del traguardo, inzuppati dal sudore ci vollero almeno dieci minuti per riprendersi e proprio in quei momenti ci furono altri arrivi altri traguardi, gente con il sorriso felice e soddisfatta... si sentivano voci e grida di chi fa il tifo e esulta chi arriva al traguardo.

Neanche il tempo di riprendermi che mi fanno pescare un biglietto da un rosso sacchetto, estraggo il biglietto tutto sudato e disidratato... leggo una "V" scritta a penna e l'organizzatrice: Bene la "V" puoi bere il vino!!!... La guardo ridendo e gli dico: Se bevo il vino adesso... mi ritrovi steso a terra! E lei risponde: No... hai vinto la bottiglia di vino... invece della pagnotta pasquale. Via giù a ridere!!!... Qualche chiacchiera alcune allettanti proposte sulle prossime uscite Trail nella natura più selvaggia e qualche altra risata prima di piazzarmi davanti al ristoro per farmi riempire il bicchiere di sali almeno otto volte e chiudere con un bicchiere di te.

Mi fanno qualche foto... dopo le foto osservai gli arrivi e toccandomi il naso notai di avere un caccolo ... Ebbene si... Il terrore di tutti quelli che si fanno fotografare!!! Corro dalla fotografa e gli chiedo: Sai usare Photoshop? Lei mi risponde tranquillamente: Si perché? Io ridendo: Guarda dovresti cancellarmi un caccolo dal naso prima di pubblicarla, entrambi scoppiamo a ridere!!! Vado a ritirare la bottiglia d'un vino sangiovese dal nome affascinante "BASSAMAREA" sensazione alquanto strana quando alzando lo sguardo ti ritrovi una maestosa montagna...

La rigenerazione

Mi dirigo al pastaporchetta party dove mi dicono che tutto quello di cui dovevo preoccuparmi era sedermi... E che a tutto il resto avrebbero pensato loro... Poi riflettendoci bene, effettivamente, dopo venti chilometri fatti di ripide salite e incessanti discese non me la raccontavano poi cosi strana...

Mi siedo... anche se la stanchezza si stava sciogliendo i muscoli continuarono a rimanere rigidi... nuovi volantini di Trail running catturarono la mia attenzione. Al centrotavolo c'era una caraffa di un ottimo vino rosso, una bottiglia d'acqua naturale e una frizzante... Soffice era il pane che mi portarono, la pasta al ragù con la carne che mangiai tranquillamente in quanto sono flexitariano (il vegetariano con qualche trasgressione), anche se all'arrivo della porchetta chiesi il cambio con un altro piatto di pasta, un po d'annacquato vino che non era come quello di casa, questo arrivava facilmente a far girar la testa...

Dopo la rigenerazione con i buonissimi prodotti tipici del territorio e soprattutto il sangiovese... Gioivo un po in un tranquillo relax cercando di osservare il luogo di cui ero immerso... Era un fantastico clima di mensa fatto di legnose panchine in una piccolissima piazzetta d'un antico e stupendo borgo medioevale che risplendeva irradiato dai raggi colmi di sole filtrati da splendidi tendoni bianchi... In queste brevi parentesi osservai gli altri guerrieri che stanchi si ristoravano.

Il ritorno

Un caloroso ringraziamento e saluto agli organizzatori per poi procedere stanco ma... soddisfatto e arrivare all'auto, dove stranamente sento una voce che mi saluta con gioia (Ciao... Maicol!!!). Mi chiesi chi fosse... In quel paese non c'ero mai stato... Non conoscevo nessuno, mi giro ed era una giovane guerriera... Una guerriera che aveva condiviso con me un tratto del duro percorso e che io saluto con sorriso. Alzare il volume della musica per tornare a casa con il percorso ormai stampato in memoria è un assoluto relax più che rasserenante.

Conclusioni

Durante il percorso mi sono affiancato a parecchi Trail Runners e molti mi dicevano queste esatte parole: A... qui... è fantastico!!!

Trail Romagna questa volta ha superato se stessa, grazie a loro le gambe mi hanno portato in luoghi ameni che lasciano letteralmente senza fiato, dove solo i nostri sforzi e la nostra resistenza ci può portare. Ed è proprio li... in quei solenni luoghi che regna la pace e la serenità che ti accompagna nei vari e straordinari sentieri sospesi nel tempo.

Grazie ancora Trail Romagna e grazie a tutti voi per aver letto il diario di viaggio.

Gianluca Grignani aveva ragione... Oltre la salita, lo hanno visto in tanti già, c'è la vita. Ma poi forse... si è dimenticato di aggiungere che subito dopo incomincia un'altra salita... Infondo, non è questo il bello della vita?

Nella corsa... Anche se solo per un attimo! Il corpo si separa dall'ombra... Forse è proprio per questo che si ha come la sensazione di poter volare.

Correre è facilissimo... il difficile è alzare le chiappe dal divano!

Altre info con foto e i filmati li trovate sui seguenti link:

Sul sito ufficiale di Trail Romagna Nella pagina di Facebook di Trail Romagna e quella su Flickr. Su Instagram e ovviamente sulla mia pagina di Facebook.

Grazie ancora e al prossimo diario di viaggio, ameno che non decida anche tu di staccare il sedere dal divano e raggiungere con le tue gambe queste fantastiche e emozionanti sensazioni.