San Sebastiano

Andrea Mantegna: 1480 ca

Elemento portante della scena sono gli elementi architettonici diroccati che sorreggono il corpo di San Sebastiano, trafitto dalle frecce. Egli poggia infatti contro una colonna dal capitello corinzio e un pilastro sormontato da un incipit di arco, entrambi in rovina. Alcuni storici d'arte suggeriscono  che il fico cresciuto tra le rovine alluda ai versi di Marziale e Giovenale che descrivono i marmi delle tombe antiche spaccati e devastati dagli alberi di fico. In basso a destra si trovano le figure degli arcieri, raffigurati da Mantegna in posizione poco rilevante perché lo sguardo dell'osservatore si focalizzasse sul corpo del martire e sulla antichità classiche. Queste ultime sono riprese sullo sfondo, dove si nota l'ingresso ad una cittadella sormontata da un'inusuale Acropoli.

La seconda immagine rappresenta invece il San Sebastiano di Antonello da Messina, realizzato nel 1478. Le frecce che trafiggono il Santo non turbano la posizione composta del suo corpo, legato ad un esile tronco. Alle sue spalle si trova una piazza veneziana, dominata da chiare ed imponenti architetture e ai suoi piedi una colonna tagliata, richiamo all'antichità. In nessuna opera di Antonello da Messina è così evidente l'influsso di Piero della Francesca: la disposizione matematica di ogni elemento figurativo e la prospettiva del pavimento scorciato, entrambi elementi che si contrappongono alla morbidezza delle linee del corpo del santo.