La nascita di Venere

Sandro Botticelli: 1484 ca

Paesaggio astratto e ridotto all'essenziale, forme perfette, bellezze raffinate ed eleganti, personaggi mitologici, grande luminosità: queste sono le principali caratteristiche della tavola realizzata da Botticelli, collocata in un primo momento nella Villa di castello, residenza di Pierfrancesco. La nascita di Venere si ricollega al tema classico  dell'Anadiomene, la dea che sorge dalle spume del mare e propone un soggetto che è ricollegabile alle Metamorfosi di Ovidio e alle Stanze di Angelo Poliziano. Venere, posta quasi al centro dell'opera, è raffigurata nuda nell'atto di coprirsi, il che ricorda la posizione della Venus pudica, e i lunghi capelli biondi contornano il suo dolce viso, impreziosito da ogni suo lineamento. La conchiglia su cui poggia la dea viene spinta verso la costa, dove si trova Flora con una veste in mano per coprire Venere, da Zefiro, che tiene in braccio l'amata Clori.

« Una donna non con uman volto

Da' Zefiri lascivi spinta a proda
Gir sopra un nicchio; e par che 'l ciel ne goda
Vera la schiuma e vero il mar diresti,
E vero il nicchio e ver soffiar di venti:
La dea negli occhi folgorar vedresti,
E 'l ciel ridergli a torno e gli elementi
L'Ore premer l'arena in bianche vesti,
L'aura incresparle e'crin distesi e lenti:
Non una, non diversa esser lor faccia,
Come pare che a sorelle ben confaccia » (Le stanze per la giostra, Poliziano).