IL NEOPLATONISMO

Nei suoi sritti, l'abate Suger prende spunto dai trattati dello Pseudo-Dionigi Areopagita, considerato il primo cristiano ateniese ed erroneamente associato a San Dionigi, patrono della chiesa di Saint-Denis.

Le opere di Pseudo-Dionigi l’Areopagita divennero un’enorme fonte di ispirazione per tutta la cultura del Medioevo, tanto per quella latina quanto per quella greco-slava. L’abate di Saint-Denis ne trasse un’ispirazione di stampo estetico e teologico. Il sistema di Pseudo-Dionigi ebbe infatti la capacità di poter esprimere la visione cristiana della chiesa nell’estetica del Gotico: il tempio di Dio divenne non solo il luogo delle letture sacre e del rito eucaristico, ma anche un’immagine del cosmo stabilito secondo il disegno divino. Uno dei principali elementi di cui si servirono siai i filosofi ispiratisi a Dionigi sia l’abate Suger era riconducibile alla visione dinamica dell’intera realtà, la quale avvolge l’uomo e lo apre alla "trascendenza", permettendogli di essere partecipe delle cose di Dio, spirituali ed invisibili allo stesso tempo.

In ciascun ambito della cultura intellettuale del Medioevo latino l’affermazione di questa teoria si manifesta in maniera diversa; nella visione dell’abate Suger essa è presente nel processo di scoperta del ruolo della bellezza sensibile, che allo stesso tempo è simbolico e ci innalza. Come afferma Dionigi, le cose sensibili sono presenti nel mondo spirituale e materiale; l’uomo viene quindi posto di fronte al compito di decifrare i simboli sensibili e di comprendere il loro significato spirituale.

I trattati dello Pseudo Dionigi Areopagita si rifanno alla corrente del Neoplatonismo.

Il Neoplatonismo è l’ultima grande corrente filosofica dell’antichità. Tale forma di pensiero si sviluppò dalla metà del II secolo d.C. alla metà del VI secolo, e fu caratterizzata dalla tendenza di rinnovare le concezioni del platonismo e del neopitagorismo. Si svilupparono tre correnti principali: la prima, rappresentata dalla scuola di Alessandria, era orientata verso la speculazione metafisica; la seconda approfondì, soprattutto con la scuola di Pergamo, la tematica religiosa; la terza era orientata verso forme di erudizione.

L’espone più importante del Neoplatonismo è Plotino (204-270) che studiò ad Alessandria ed insegnò a Roma per più di venti anni. Plotino riprese alcuni importanti temi platonici (la dottrina delle idee, la loro trascendenza dal mondo, la divisione anima-corpo), trascurandone altri (le teorie politiche, l’impegno civile). Nell’insieme quindi “adattò”, o “deformò” Platone in senso mistico e spiritualista. Infatti, secondo le teorie che sviluppò Plotino, il mondo è una “emanazione” dell’ Uno- Dio- Entità perfetta, che come il sole (fondamentale il tema della luce) illumina e rende visibili tutte le cose; il sapiente deve percorrere un faticoso cammino di ascesi (salita) in cui si distacca dalla materia per avvicinarsi allo spirituale, un po’ come l’uomo nel mito della caverna platonico. La materia viene, però, comunque concepita come punto di partenza di un cammino spirituale, perciò non viene del tutto condannata.

Il neoplatonismo venne ripreso, e modificato, dal Cristianesimo soprattutto per la concezione religiosa, ma la vera rinascita del neoplatonismo si attua nell’Umanesimo.