Rinascimento

Origine del termine

Il termine rinascimento fu coniato da Jules Michelet, nell’opera Histoire de France (1830), col significato di riscoperta dell’uomo. Tuttavia, il primo ad utilizzarlo, con il valore attuale, fu Jacob Burckhardt ne La civiltà del rinascimento (1860). Egli lo collegò temporalmente con l’umanesimo fiorentino e attribuì la principale svolta ai tre grandi artisti del Quattrocento: Brunelleschi, Donatello e Masaccio. Inoltre, ne comprese le fondamentali caratteristiche:

    · Centralità dell’uomo ed individualismo (antropocentrismo contrapposto al teocentrismo medievale)

    · Culto della bellezza

    · Prevalenza della razionalità sull’irrazionalità medievale

Opinioni degli storici dell'arte

L'immagine mostra il Pozzo dei profeti, opera del celebre scultore borgognone Claus Sluter. L'opera è conservata nella certosa di Champmol.

Peraltro, alcuni storici dell’arte del Novecento non condivisero l’opinione di Burckhardt. Louis Courajod ha riscontrato l’origine di questo rinnovamento già nel realismo gotico franco-fiammingo del ‘300-‘400. Invece, Konrad Burdach e Henry Thode hanno rinvenuto un impulso di rinnovamento nel ‘200 italiano. Infine, Paul Oskar, riproponendo parte della teoria del Vasari, collocò l’inizio del Rinascimento nel ‘300 italiano. Nonostante siano state formulate molteplici e differenti opinioni, la storia dell’arte si attiene allo schema proposto da Burckhardt.