Venere e Marte

Sandro Botticelli: 1483 ca

Il dipinto venne probabilmente realizzato al ritorno dal viaggio a Roma di Botticelli per dipingere all'interno della Cappella Sistina. I protagonisti della tavola sono Venere e Marte, il quale dorme disteso sul prato. Costoro sono circondati da altri personaggi mitologici, i satiri, che si divertono a giocare con le armi del dio. Il significato dell'opera si può ricollegare al Symposium di Marsilio Ficino, nel quale emerge la superiorità della dea dell'amore sul dio della guerra: infatti è probabile che Botticelli abbia ritratto i protagonisti dopo la loro relazione adultera, a seguito della quale Marte giace sull'erba. Il fatto che i satiri si siano impossessati delle armi di Marte, allude inoltre al disarmo della guerra davanti all'amore. Venere indossa una veste bianca, quasi trasparente, il cui panneggio, come quello del velo che copre Marte, è di stile rinascimentale. Le caratteristiche della pittura di Botticelli riscontrabili nell'opera sono la prospettiva matematica, la trascurazione dell'indagine del paesaggio e le linee sinuose e raffinate che definiscono i corpi ed i volti eleganti e perfetti dei personaggi.