GULAG RUSSI

Prigionia nell'Urss

L' origine dei gulag

il governo l'imperiale in Russia aveva fatto istituire numerosi campi di lavoro in Siberia per rinchiudervi sia i criminali comuni sia gli oppositori politici.

Con la rivoluzione del 1917, i campi di lavoro ( Gulag) passarono sotto il controllo del nuovo governo bolscevico che li mantennero per accogliere i detenuti politici. Fino agli anni venti i prigionieri erano qualche decina di migliaia e le condizioni di vita erano dure ma accettabili.

Stalin riempie i gulag

Dal 1930 in poi, il numero dei prigionieri internati cominciò a crescere vertiginosamente: Stalin aveva iniziato una violenta repressione contro ogni forma di opposizione. Migliaia di contadini furono arrestati con l'accusa di furto, per essere accusati bastava nascondere allo stato parte dei loro prodotti, per esempio una patata o una manciata di farina. Nel biennio 1938-1940 Stalin attuò la "Grande Purga" ossia l'arresto e l'incarcerazione o l'eliminazione fisica di migliaia di oppositori politici, Tutti i ceti furono colpiti: ufficiali dell'armata rossa, politici e semplici cittadini. A causa di questo la popolazione nei Gulag superò il milione di persone.

La vita nei gulag

Lo scopo dei gulag era di contribuire all'economia con la costruzione di infrastrutture ad opera dei detenuti che lavoravano in condizioni di freddo durissime, costruivano ad esempio ferrovie , strade, centrali elettriche, ponti, scavavano miniere e canali a mani nude sul ghiaccio a causa della poca disponibilità di macchinari.

La fuga era pressoché impossibile e spesso inscenata dalle guardie desiderose di ottenere le ricompense pensate per chi sventava il tentativo di evasione dei detenuti, che in realtà venivano freddati sul posto.

I cibi erano scarsi e rigidamente razionati,  e le medicine erano assenti, le poche medicine che arrivavano venivano rubate e rivendute dalle guardie che erano quasi tutte corrotte.  La speranza di vita di un internato non superava i 3 anni.

Dal 1943 al 1944 si ebbe un'ulteriore incremento dei prigionieri, soprattutto russi e polacchi, che venivano spediti nei campi perché accusati di non essersi opposti all'avanzata che la Germania stava attuando durante il secondo conflitto mondiale.

La morte per fame ebbe un picco nel 1943-1945 (oltre mezzo milioni di detenuti morirono), quando il governo decise di tagliare i rifornimenti ai campi per mandarli invece all'esercito.

Dopo la morte di Stalin (1953) il sistema dei Gulag venne ridimensionato e molti campi vennero chiusi, anche se qualche campo rimase aperto fino alla caduta dell'URSS (1991).