La città di Treviso

La mappa di Treviso

Parte geografica

Treviso è una provincia italiana della regione Veneto che possiede 83 375 abitanti. La città sorge sulla Pianura Padana, una zona ricca di sorgenti idriche, infatti ci sono tanti fiumi, in particolare il Botteniga. Quest'ultimo oltrepassa le mura e si divide in diversi rami detti cagnani che caratterizzano il centro storico. Un altro corso d'acqua dentro le cinta murarie è il Cantarane.Il più importante è comunque il fiume Sile che riceve le acque dei cagnani del Botteniga. Le estati sono calde e umide e a volte può capitare che grandini, mentre in inverno le temperature vanno sotto zero.

Dalla Signoria alla Repubblica Veneta

Sin dagli inizi il potere era in mano ad una ristretta oligarchia aristocratica. La prima famiglia ad impossessarsi di Treviso furono gli Ezzelini tra il 1237 e il 1260. Ci furono nuove lotte tra i Guelfi e i Ghibellini, e nel 1283 i primi vinsero e ci fu una ripresa economica e culturale fino al 1312. La città fu dominata dai Collalto e dai  Da Camino, fino a quando fu occupata dagli Scaligeri. Nel 1339 si diede spontaneamente alla Serenissima e costituì il primo possedimento in terra ferma. Coinvolta in altre guerre per il primato sulla penisola italiana,, la città fu retta dal duca d'Austria dal 1381 al 1384 per poi passare ai Carraresi fino al 1388. Solo da allora la città tornò definitivamente alla Repubblica di Venezia.

Le origini

Le origini della città di Treviso e del suo nome sono molto incerte. Si crede che il nome derivi da Tarvisium, che significa ''tre colline'', corrispondenti alle attuali Piazza Duomo, Piazza Dei Signori e Sant'Andrea, su cui erano edificati i primi insediamenti. Alcuni reperti archeologici provano infatti che già nel XVI secolo a.C. esistevano in zona alcuni villaggi di Paleoveneti. Dopo la conquista romana della Gallia Cisalpina la cittadina di Tarvisium fu ascritta alla tribù Claudia: nel 49 a.C. le fu concessa la cittadinanza. Poi divenne municipio romano quindi sede di attività amministrative e commerciali. Tarvisium divenne un importante centro di traffici grazie alla posizione geografica.

I monumenti medioevali

Treviso possiede molti monumenti architettonici dell'epoca medioevale, tra cui la chiesa di S. Nicolò, la Loggia dei Cavalieri, Porta SS. Quaranta e il Palazzo dei Trecento.

La chiesa di S. Nicolò è molto grande e supera anche il duomo. Si trova nella parte sud-occidentale del centro storico, sulla riva del Sile, in una zona di recente costruzione in quanto gravemente danneggiata dai bombardamenti del 1944.

La Loggia dei Cavalieri fu realizzata nella seconda parte del 1200, quando a Treviso era podestà Andrea da Perugia; si tratta di un edificio in mattoni a pianta quadrilatera, unico nel suo genere. In questo edificio si incontravano i nobili per partecipare a giochi di società. La Loggia non fu più utilizzata dal 13 Dicembre 1388, quando la città fu presa da Venezia. Dopo questa data l'edificio andò in rovina; intorno al 1540 fu costruita una casa dentro la Loggia stessa. In più occasioni se ne prospettava la demolizione, ma tutto questo non accadde per via di Abate Luigi Bailo, un conservatore del patrimonio storico e artistico. Nel 1889 la Loggia diventò di proprietà del Comune di Treviso. Tra il 1910 ed il 1911 fu restaurata dal Comune. Nel 1922 il Comune decise l’abbattimento dei due palazzi che si addossavano su due lati della Loggia.

Porta SS. Quaranta Fu realizzata nel 1516 su progetto di Alessandro Leopardi, dal podestà veneziano Nicolò Vendramin che la battezzò "Porta Vendramina" apponendovi una lapide autocelebrativa. Ciò non piacque al governo della Serenissima che mutò la denominazione e fece rimuovere l'iscrizione (il fornice meridionale riporta tuttora i segni della scalpellatura).

Il Palazzo dei Trecento fu costruito nel 1185 come sala per assemblee sostituendo l'antico edificio nei pressi del Duomo; il suo completamento risale al 1268, anno in cui fu portato a compimento anche un edificio attiguo adibito a carcere. Attorno al palazzo, che ormai era diventato centro della vita politico-amministrativa, sorsero presto numerose botteghe. Nel 1546, sotto il volto del palazzo, se ne contavano quarantaquattro, affittate dal Comune. Tra la fine dell’800 il Palazzo ha subito numerose vicissitudini che hanno mutato l'aspetto definito con i lavori del 1552, aspetto a noi noto grazie alle fedeli riproduzioni, tra gli altri, di Medoro Coghetto e Antonio Sala.

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