TREVISO

LA STORIA MEDIEVALE
DELLA CITTA' DI TREVISO

Il primo insediamento sorse probabilmente là dove ora si trova la Chiesa di Sant’Andrea.

Risparmiata da Attila (406-453 d.C:), la città divenne fiorente sotto i Goti ed i Longobardi, che ne fecero un ducato.

Successivamente, i Carolingi diedero disposizioni per la costruzione di una zecca che, divenuta fiorente nel IX secolo, era segno inequivocabile di un rinomato prestigio che si è protratto sino ad ora.Ebbe da allora inizio un periodo particolarmente fiorente per la città di Treviso che, dopo aver esteso il proprio dominio, si abbellì, diventando una meta ricercata da parte di poeti e trovatori, che ne narravano le bellezze ed esaltavano le caratteristiche. Essa aveva inoltre numerose feste cavalleresche, che le valsero il nome di “Marca gioiosa et amorosa”.

Nel 1237 Ezzelino ed Alberico da Romano posero fine al periodo di pace e serenità raggiunto dal comune di Treviso, impossessandosi della città. Alla loro morte essa ritornò libera, ma insorsero presto nuove guerre tra Guelfi e Ghibellini, mirate a portare un nuovo squilibrio.

Treviso si trovò poi sotto il dominio dei conti di Gorizia e di altri vicari imperiali; nel 1328 fu la volta della signoria degli Scaligeri, fino al 1339, quando fu acquisita da Venezia, con gioia e gratitudine dei trevigiani.

Dal 1381 la città fu governata da Leopoldo d'Austria, che nel 1384 la vendette ai Carraresi di Padova.

piazza dei signori

Piazza dei Signori è la piazza più importante di treviso, ubicata nel cuore della città e suo centro culturale, storico e sociale.

La piazza, il cui nome attuale è dovuto alla presenza dei palazzi dell'antica signoria trevigiana , si chiamava un tempo Maggiore, delle Catene o della Berlina (qui veniva praticata la punizione della pubblica umiliazione chiamata appunto "berlina"). Altre indicazioni della piazza, a partire dal '500, furono: piazza Grande, piazza del Popolo, piazza San Marco del Carubio e, più tardi, piazza dei Nobili.

palazzo dei trecento

storia

Il Palazzo fu costruito attorno al 1185 come sala per assemblee dei diversi organi del Comune di Treviso (Domus Comunis) sostituendo l'antico edificio nei pressi del duomo; il suo completamento risale al 1268, anno in cui fu portato a compimento anche un edificio attiguo adibito a carcere.Nel corso dei decenni il Palazzo fu sede del tribunale dei consoli , luogo di pubbliche assemblee (le Concione), luogo in cui il podestà amministrava la giustizia, sede del Maggior Consiglio, detto anche dei trecento , che vi si riuniva anche in funzione di suprema assise civica (da qui derivava il nome di Palazzo della Ragione).Tra la fine dell’800 e la metà del ’900 il Palazzo ha subito numerose vicissitudini che hanno mutato l'aspetto definito con i lavori del 1552, aspetto a noi noto grazie alle fedeli riproduzioni, tra gli altri, di Medoro e Antonio Sala.I primi lavori di restauro, terminati all'inizio del '900, coinvolsero la Prefettura, la Torre Civica ed il Palazzo che furono liberati dall'intonaco e coronati da merlature di tipo ghibellino. Fu inoltre spostata la scalinata esterna di accesso al Salone, dal lato Ovest (Piazza dei Signori) al lato Est (odierna Piazza Indipendenza).Nel 1944 il Palazzo fu poi vittima di un bombardamento che causò gravi danni alla struttura e agli affreschi del salone, tanto che inizialmente si prefigurò l'ipotesi della completa demolizione.

le mura di treviso

Nel corso del XIV secolo Treviso si era dotata di alte mura merlate ed era collegata con i borghi e la campagna grazie a dodici o tredici porte: san Teonisto, Callimana, santi Quaranta, santa Bona, santa Cristina, san Bartolomeo, sant'Agostino (o san Tommaso), santa Maria Maggiore, san Paolo, santa Margherita, Altinia, del Terraio. Le mura, realizzate in mattoni cotti, senza riparo esterno e senza alcun sostegno interno, erano pensate per resistere alle tecniche di assalto medievali: testuggine ,catapulte , arieti. Nel corso degli anni però, le numerose costruzioni addossate alle mura e le borgate esterne, facile riparo ad eventuali attaccanti, avevano in parte intaccato la funzionalità di tale sistema difensivo.Dopo la sconfitto di Agnadello, Venezia  si affrettò a fortificare le più importanti città di terraferma, tra le quali Treviso. Il progetto fu affidato dal Consiglio dei Dieci al frate francescano Giovanni Giocondo da Verona.

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