UN giro per la kalsa di palermo

Amiche di corso

la kalsa

Il quartiere, sorto durante la dominazione islamica, era la cittadella fortificata ove avevano dimora l'emiro ed i suoi ministri e ne conserva ancora il nome (al halisah, l'eletta, la pura). Ancora oggi vi aleggia una particolare atmosfera orientale accentuata dalla presenza di monumenti in stile arabo-normanno. Quartiere centrale, ma popolare, offre uno spaccato di vita palermitana. Non è raro infatti, passando davanti alla chiesa di S. Teresa. trovare uomini intenti a cucinare e a vendere i babbaluci, chioccioline marinate con olio, prezzemolo, aglio e pepe e servite in cartocci da "passeggio". Il cuore del quartiere è intorno alla piazza della Kalsa, ma la zona si estende fino a corso Vittorio Emanuele, includendo molti tra monumenti più interessanti della città.

Il cuore del quartiere

L'ingresso sembra essere costituito dalla Porta dei Greci.

Palazzo abatellis

La sede èPalazzo Abatellis, bell'edificio in stile gotico-catalano con elementi rinascimentali progettato da Matteo Carnelivari, attivo a Palermo verso la fine del '400. L'elegante facciata, in mezzo alla quale troneggia un ampio portone quadrato con decorazione a fasci, è arricchita da est serie di trifore e bifore. Il palazzo si dispone intorno ad una bella corte interna di pianta quadrata.
Interessante l'allestimento della galleria, realizzato negli anni '50 da Carlo Scarpa. Il designer ha studiato soluzioni particolari per le opere più importanti, concentrandosi in particolare sulla scelta di supporti e sfondi, di materiali e colori diversi che valorizzassero l'opera sfruttando al massimo l'impatto della luce naturale.
Il museo raccoglie opere di scultura e di pittura del periodo medievale. A pianterreno l'attenzione è catturata in primo luogo dal bellissimo affresco del Trionfo della Morte (sala II) proveniente da palazzo Sclafani. Il titolo deriva probabilmente dalla tredicesima carta dei Tarocchi, molto diffusi nel Medioevo e chiamati Trionfi Crudele e realistico, raffigura la Morte che, a cavallo di uno scheletrico animale e armata di arco e frecce, colpisce uomini e donne nel pieno della loro giovanezze. Si noti in particolare l'utilizzo dei toni freddi per dipingere la Morte, il cavallo ed il volto di chi è stato colpito dalle frecce. A sinistra, nel gruppo dei mendichanti, malati "risparmiati" dal terribile cavaliere, si suole individuare l'autoritratto dell'anonimo pittore, riconoscibile in alto con lo sguardo rivolto allo spettatore e nella mano destra, un pennello. Incredibile la modernità di alcuni tratti, come ad esempio la stilizzazione del muso del cavallo.
Il mirabile busto di Eleonora d'Aragona (sala IV), dai tratti delicati e gentili, ed il busto di giovane donna, sono opera dello scultore Francesco Laurana, attivo in Sicilia nel '400, cosa come la famiglia dei Gagini, dei quali si trovano opere in tutta l'isola. Nel museo si conserva una bella Madonna col Bambino di Antonello il 1° piano è interamente dedicato alla pittura (molti i dipinti di scuola siciliana). Si osservi una bella icona portatile bizantina (la sala di fronte all'entrata) raffigurante scene della vita di Cristo. Nella bellissimi Annunziata di Antonello da Messina, il volto di Maria è pervaso da un senso di pace ed accettazione.
Nella sala dedicata ai fiamminghi vagna (Madonna col bambino tra angeli, trittico con al centro la Vergine circondata da angioletti musici e cantori, in una cornice architettonica ricchissima e un altrettanto ricco sfondo paesaggistico.

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