Il Realismo del Seicento

Dopo il Concilio di Trento lo spirito del Rinascimento si è decisamente esaurito, non però la pittura, definita «manierista», che ne era derivata. Il superamento di questa pittura avvenne in un paio di decenni tra fine Cinquecento e inizi Seicento, grazie soprattutto a tre pittori: Annibale Carracci, Michelangelo Merisi detto il Caravaggio e il pittore fiammingo Pieter Paul Rubens.

Cesto di frutta, Caravaggio.

Contesto Storico-politico

Durante il Seicento si evidenziò una netta ascesa politica della Francia e dell’Inghilterra, entrambe vincitrici della guerra dei Trent’anni. La Francia consolidò la propria monarchia assoluta, ideale già sostenuto dal Richelieu e dal Mazzarrino, dopo aver superato la crisi della fronda e soprattutto con la salita al trono di Luigi XIV.

Successivamente alla vittoria contro la Spagna di Filippo II, l’Inghilterra consolidò la propria potenza commerciale e superò due rivoluzioni interne decisive per la nascita del moderno costituzionalismo inglese.
La Spagna sconfitta più volte con Filippo II, continuò nel corso del Seicento a perdere territori e potere, a seguito della guerra dei Trent’anni e di uno scontro con la Francia mentre la stessa Italia, tornò sotto l’influenza francese e iniziò una campagna antispagnola.
L’Italia sentì notevolmente la crisi economica in quanto provincia periferica di un impero in crisi, quello spagnolo. Dal punto di vista commerciale, i porti del Mediterraneo avevano perduto importanza a vantaggio di quelli atlantici; nel meridione notevole fu il processo di rifeudalizzazione mentre al nord si indebolirono le industrie manifatturiere.

Europa, 1600.

Caravaggio

Indubbiamente, il maggior esponente della corrente Realista che ha caratterizzato parte del '600 italiano è Caravaggio. Egli abolì dalla sua pittura qualsiasi «trasfigurazione»: la realtà rappresentata nei suoi quadri appariva nuda e cruda come l’immagine reale che si presentava agli occhi del pittore. I modelli e le modelle erano rappresentati con tale verismo da sembrare quasi fotografie. L’effetto, per il pubblico del tempo, fu quasi sconvolgente: non erano abituati a veder rappresentata la realtà senza il filtro della «trasfigurazione» e ciò che vedevano nei quadri di Caravaggio era troppo forte da essere immediatamente accettato.

San Girolamo che scrive, Caravaggio.

Caravaggio costruisce i suoi quadri solo con gli strumenti della pittura: cioè luce e colore. Non solo: nella sua evoluzione stilistica Caravaggio accentuò sempre più il contrasto tra luce e ombra, al punto che l’immagine non poteva più essere costruita con gli strumenti razionali del disegno. In pratica nei suoi quadri ciò che appare non è la struttura dei corpi, ma solo quel tanto che opportuni effetti di luce ci permettono di vedere. E questi effetti di luce, quasi lampi che appaiono nell’oscurità per mostrarci un’immagine affogata nel buio, divennero una delle cifre stilistiche più forti di Caravaggio.

Vocazione di San Matteo, Caravaggio.

Lo stile di Caravaggio ebbe un’influenza enorme nei pittori a lui posteriori, che compresero la grande forza di un’arte che riesce a drammatizzare la realtà con il semplice ricorso alla rappresentazione veritiera e a un sapiente uso della luce e dell’ombra. La sua presenza a Napoli fu uno stimolo enorme per quei pittori, quali Battistello Caracciolo, Massimo Stanzione, Mattia Preti e tanti altri, che diedero vita ad una indimenticabile stagione artistica napoletana che si svolse per tutto il XVII e XVIII secolo. La sua influenza fu recepita da pittori spagnoli, Zurbaran e Velazquez su tutti, da pittori francesi quali George De La Tour ed anche da quello che rimane sicuramente il maggior pittore olandese del Seicento: Rembrandt.

il realismo in europa

Nei quadri di Rembrandt, Vermeer, Hals, Hobbema e degli altri pittori del “secolo d’oro”, il popolo dei Paesi Bassi, scrollatosi di dosso la feroce oppressione della Spagna, volle ritrovare, come scrisse Hegel, “la nettezza delle sue città, delle sue case, dei suoi utensili domestici; volle gioire della sua pace domestica, dell’abbigliamento decoroso delle sue donne e dei suoi bambini, dello splendore delle sue feste municipali, dell’audacia dei suoi marinai, della fama dei suoi commerci e dei suoi navigli, che solcavano tutti i mari del mondo”.  Con la fondazione dello Stato nazionale d’Olanda nasce il grande realismo olandese del ‘600. Il realismo del “secolo d’oro” della pittura olandese è inseparabile dalla rivoluzione borghese, la prima rivoluzione borghese vittoriosa in Europa, che trasformò le sette province dei Paesi Bassi in un vero e proprio Stato capitalistico.

Predicazione di Giovanni Battista, Rembrandt.

E’ in questo clima che gli artisti, sotto la pressione dei nuovi contenuti storici assimilati, danno vita ad un’arte di netta e originale fisionomia olandese.

Gli artisti insomma esprimono liberamente le idee e i sentimenti della società a cui appartengono e cosìgni artista afferma la propria personalità.

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