L'artista, intellettuale e pensatore

Mentre nell'età medievale l'artista era considerato una sorta di artigiano, visto come colui che "lavora la materia", nel Rinascimento si assiste a una sua rivalutazione, grazie soprattutto alla figura del mecenate, un ricco e potente signore, nobile ma anche di origini borghesi, che protegge e si circonda  di artisti, letterati e intellettuali capaci di celebrare con le loro opere la sua persona e il casato a cui appartiene, promuovendo in questo modo anche lo sviluppo del sapere e della cultura. Nasce e si evolve un nuovo rapporto tra artista e committente.

E' quindi con il mecenatismo che l'artista ha la possibilità di rivendicare il ruolo di intellettuale e pensatore, diventando così un personaggio richiesto e ammirato. Imprescindibile ai fini di tale mutamento fu il recupero del concetto di bellezza in quanto espressione di perfezione e della capacità dell'uomo di plasmare la realtà secondo il proprio volere. Comincia a prendere sempre più forma nella coscienza dell'artista la consapevolezza della propria individualità, che verrà poi rifusa nelle opere d'arte, caratterizzate da una sempre maggiore personale ricercatezza stilistica

Così accadde a Firenze con i Medici, in particolar modo con Lorenzo de Medici, il più grande mecenate italiano, detto anche il Magnifico per questo suo interesse e amore verso le arti, a Urbino con i Montefeltro, a Ferrara con la casata Estense, a Mantova con la famiglia Gonzaga, a Milano con i Visconti e gli Sforza. Anche Roma, in seguito al periodo avignonese, assunse le sembianza di una corte signorile e il papa quelle di mecenate: Eugenio IV chiese a Beato Angelico di realizzare gli affreschi di una delle cappelle vaticane nel 1446 mentre Niccolò V gli commissionò i dipinti della Cappella Niccolina; caso più emblematico fu forse quello di papa Sisto IV che per gli affreschi delle pareti della Cappella Sistina richiese artisti quali Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Pinturucchio, Pietro Perugino, Cosimo Rosselli e Luca Signorelli (1448). Nel corso del Cinquecento Roma divenne poi uno dei principali poli artistici, imponendo il suo primato non solo nella penisola italica ma anche in tutta Europa. Altro centro il cui apporto al mondo dell'arte fu particolarmente ricco è rappresentato da Venezia che, a cavallo fra XV e XVI secolo, vantava una pregevolissima e fiorentissima produzione pittorica