GIOTTO

Una figura leggendaria

Principale esponente artistico della civiltà gotica italiana, Giotto quasi rivoluzionò i modelli artistici della sua epoca. Molti suoi contemporanei, tra cui Dante, Boccaccio e Petrarca, colsero già all'epoca importantissimi aspetti innovativi della sua arte: il carattere principale da loro sottolineato era una certa "naturalezza" della sua arte, un realismo quasi riconducibile a quell'arte classica ormai abbandonata ("Giotto rimutò l'arte del dipingere di greco in latino e ridusse al moderno" cit. Cennini; "Arrecò l'arte nuova; lasciò la rozzezza de' Greci", "Arrecò l'arte naturale e la gentilezza con essa, non uscendo dalle misure" cit. Ghiberti). Nonostante, però, le fonti descrivano la grande produzione artistica di Giotto in molte città italiane, le opere dell'artista non possiedono alcun documento ufficiale che possa determinarne la cronologia se non addirittura la paternità. La questione più controversa è di sicuro rappresentata dal suo intervento nella decorazione della chiesa superiore di S. Francesco d'Assisi, con posizioni che vanno dalla negazione assoluta della sua collaborazione, all'assegnazione all'artista di tutti i cicli narrativi che si svolgono lungo la navata, sia pure con un largo intervento di aiuti.

Probabilmente la mancanza di fonti certe e documentazioni riguardanti la vita e la produzione artistica di Giotto hanno portato alla creazione di leggende e miti intorno alla sua misteriosa figura. Queste storie, però, mascherano di fatto quella che fu una vita normale e consueta, molto distante dai miti creatisi intorno ad essa.

Anche notizie biografiche di Giotto a noi pervenute sono poche, e spesso inesatte. Si racconta, ad esempio, che, da ragazzo, fu per la prima volta notato da Cimabue mentre ritraeva sopra una pietra, con estrema accuratezza, una delle pecore che stava portando al pascolo e, in seguito a questo fatto, fu assunto nella bottega dell'artista. Probabilmente Cimabue fu realmente il suo maestro e collaborò con lui nella realizzazione di alcune opere, però, ovviamente, la leggenda del loro incontro è del tutto fittizia.

  • Storie di San Francesco. La realizzazione degli affreschi è collocata nel periodo di tempo intercorrente tra il 1290 e il 1300. All'interno della Basilica Superiore di San Francesco, la fascia centrale della navata è completamente affrescata dalle raffigurazioni della storia del Santo, attribuite a Giotto. Il ciclo si compone di 28 dipinti murali rettangolari, di grandi dimensioni. La lettura delle scene inizia vicino all'altare, lungo la parete destra, per poi proseguire nella controfacciata e nella parete sinistra, fino a tornare vicino all'altare. Vi sono raffigurati episodi della vita di San Francesco, dalla giovinezza alla morte ed i suoi presunti miracoli postumi, con un'alternanza tra episodi storici ufficiali e leggende agiografiche. Con questo ciclo pittorico, Giotto ruppe drasticamente con la pittura bizantina: niente più preziosismi fini a sé stessi, niente più oro, niente fissità iconografica, niente arcane simbologie incomprensibili per la gente comune. La vita quotidiana tornò al centro delle attenzioni della pittura dopo essere stata esclusa dai cicli decorativi per secoli.