Palazzo Chiaramonte o Steri

un palazzo dark

Iniziato nei primi anni del XIV secolo, fu la grande dimora di Manfredi Chiaramonte,

Dagli inizi del XV secolo al 1517 fu residenza dei Viceré spagnoli, poi sede della Regia Dogana e, dal 1600 al 1782, ospitò il tribunale dell'Inquisizione. Restaurato negli anni cinquanta dall'architetto Carlo Scarpa e da altri architetti palermitani, è oggi[quando?] sede del Rettorato dell'Università di Palermo.

La Sala Magna

La Sala Magna, detta anche dei Baroni, risplende dei dipinti del soffitto ligneo eseguito fra il 1377 e il 1380, realizzato da Cecco di Naro, Simone da Corleone e Pellegrino Darena da Palermo

le carceri di palazzo steri

Nelle rappresentazioni vanno rilevate le tracce di quel vastissimo repertorio figurativo che, per i temi moralistici e didascalici, rivela un’immagine fedele della società isolana del Trecento. Fra i tanti temi trattati, i tornei cavallereschi, l’esaltazione della donna e la rivisitazione del passato nel suo momento di massima esaltazione epica eNelle prigioni dello Steri, rimangono preziosi graffiti dei carcerati, romanzesca: un repertorio d’immagini e di motivi decorativi.In tre delle celle al piano terra, che ospitavano le recluse, sono infatti venuti alla luce nuovi graffiti completamente sconosciuti: disegni di figure umane e invocazioni delle prigioniere accusate di stregoneria.

I graffiti sono venuti fuori, sotto l'intonaco, nel corso dei lavori di restauro dell'intero complesso, finanziati con fondi europei. Oltre alla scritta in dialetto è affiorato pure parte di un dipinto che raffigura la prua di una nave e un inquisitore con il campanaccio in mano. Tra i graffiti, resistono anche alcune tra le pochissime testimonianze della presenza ebraica nell'Isola.

All'interno del palazzo è anche custodito il celebre dipinto di Renato Guttuso la Vucciria.

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