Masaccio

La Cappella Brancacci

La famiglia Brancacci commissionò nel 1424 la decorazione della “Cappella Brancacci” (situata all'interno della chiesa di Santa Maria del Carmine di Firenze) a Masolino da Panicale e a Masaccio.

I due artisti, anche lavorando separatamente a scene diverse, pianificarono accuratamente i loro interventi in modo da poter operare contemporaneamente. I lavori furono organizzati sfruttando un solo ponteggio ed organizzato in modo da evitare una netta separazione tra le loro opere ed inoltre fu unificato anche grazie all'utilizzo di un'unica gamma cromatica e di un unico punto di vista, pensato per lo spettatore al centro della cappella, in tutte le scene.

Tra i critici una questione molto dibattuta è quella degli aiuti che i due pittori offrirono reciprocamente in scene destinate all'altro. Per esempio si attribuisce in genere a Masaccio:

Lo schema prospettico della Guarigione dello storpio e resurrezione di Tabita

il “Pagamento del Tributo” (Parete di sinistra, in alto)

la “Cacciata di Adamo ed Eva” (Parete di sinistra, in alto)

San Pietro risana gli infermi con la sua ombra(Parete di sinistra, in basso)

La distribuzione dei beni e la morte di Anania e Saffira” (Parete di destra, in basso)

Il “Battesimo dei neofiti” (Parete di destra, in alto).

A Masaccio sono attribuite anche le montagne realistiche nella Predica di San Pietro, come mai ne dipinse in lavori successivi, mentre le figure in primo piano sono di Masolino. (Parete di sinistra, in alto)

A causa dell’esilio imposto alla famiglia Brancacci dalla famiglia Cosimo de' Medici, l'opera rimase incompiuta. Solo nel 1480, con la riammissione della famiglia Brancacci a Firenze, la decorazione della cappella poté essere portata a termine e fu chiamato a completare l'opera Filippino Lippi, figlio di Fra Filippo, uno dei primissimi allievi di Masaccio. Filippino cercò di adeguare il suo stile agli affreschi esistenti, per non rompere l'omogeneità dell'insieme, ma il suo lavoro è facilmente riconoscibile, poiché improntato a un chiaroscuro più maturo, come si può notare nel più famoso affresco Disputa di Simon Mago e crocifissione di san Pietro.