2° Corso di autoformazione sulle competenze digitali
a.s. 2016-2017

Liceo Statale Galilei, Caravaggio

Anche quest’anno, a partire dal mese di novembre 2016, inizia un corso di autoformazione per il consolidamento e lo sviluppo delle competenze digitali nell'ambito del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD). Il corso, destinato a tutti i docenti del Liceo, si propone di contribuire alla formazione in servizio per l'innovazione didattica, sviluppando le competenze digitali dei docenti, "intese come la capacità di volgere in senso pedagogico e didattico l'uso delle tecnologie, come mezzo per potenziare apprendimenti e competenze chiave" (vedi azione #25 del PNSD). L'iniziativa, inserita all’interno del piano di miglioramento del Liceo Galilei, rientra anche nel piano delle azioni previste dal PNSD (vedi azione #28, che riguarda la figura dell’Animatore Digitale di Istituto che ha, fra i suoi compiti, quello di stimolare la formazione interna alla scuola negli ambiti del PNSD) e dal PTOF d’Istituto in merito alla formazione obbligatoria, permanente e strutturale del personale docente (ex lege 107/2015).

Per documentare il lavoro svolto ed offrire a tutti i docenti una raccolta ragionata di alcune delle risorse digitali trattate durante gli incontri in presenza, si è pensato di riproporre l'idea di scrivere un "diario di bordo" del corso, nella speranza che possa offrire utili spunti di riflessione sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie per lo sviluppo delle competenze del XXI secolo. A questo riguardo, rimandiamo anche coloro che fossero interessati a consultare il diario di bordo dello scorso anno al seguente indirizzo: http://www.liceogalilei.gov.it/it/esperienze-digitali/2016/02/17/corso-di-autoformazione-sulle-competenze-digitali.

G Suite for Education

Dal momento che il Liceo Galilei ha recentemente attivato i servizi della piattaforma G Suite for Education che Google mette gratuitamente a disposizione delle scuole e delle università, si è pensato di dedicare il primo modulo del corso (della durata di 16 ore complessive) alle applicazioni Google.

Prima di iniziare, è fondamentale comprendere in cosa consiste la suite di strumenti Google Suite for Education. E' infatti importante conoscere al meglio tutti gli strumenti offerti, affinché vengano realmente sfruttati al 100%.

Le tecnologie che fanno funzionare le Google Apps, strettamente legate alle nuove architetture cloud, utilizzano la rete come piattaforma e non richiedono l’installazione di software aggiuntivo. Tutto quello che serve è un browser aggiornato (Mozilla Firefox o Google Chrome) e una connessione ad Internet. Queste tecnologie si stanno affermando in molti settori perché sono più efficienti rispetto ai programmi installati nelle singole postazioni di lavoro. Una delle loro carte vincenti riguarda la totale libertà di movimento: non è più necessario essere presenti contemporaneamente nello stesso luogo per lavorare in gruppo. Neanche il tempo è più un problema, perché si può intervenire in differita sullo stesso progetto, rendendo facilmente accessibili e riconoscibili i contributi e le modifiche di ciascuno. Questi vantaggi, uniti ai risparmi e alla semplificazione nella gestione delle infrastrutture informatiche, hanno decretato il rapido successo di servizi come Gmail, Drive e Calendar (per un approfondimento ulteriore, si può consultare l'ottima guida di Mario Mattioli, G Suite for Education. Lavorare e apprendere nel cloud, che viene costantemente aggiornata).

Con G Suite for Education, la scuola usufruisce di servizi cloud completamente gratuiti e continuamente aggiornati, che consentono la dematerializzazione di un gran numero di procedure e il risparmio di risorse (tempo, carta, licenze software, assistenza tecnica ...). G Suite for Education è un sistema ad accesso limitato e protetto: non è consentita la libera registrazione ma docenti, studenti e personale della scuola devono essere registrati dagli amministratori del sistema. Questa modalità di partecipazione assicura un buon livello di controllo degli accessi e delle operazioni svolte dagli utenti sul cloud nonché un ottimo controllo della privacy. L'insieme delle applicazioni che compongono G Suite for Education consente di gestire online molteplici attività, apportando vantaggi alla comunicazione e alla collaborazione interna ed esterna alla scuola. Possiamo suddividere le principali applicazioni di G Suite in tre categorie, a seconda della loro funzione:

Oltre a queste, G Suite for Education mette anche a disposizione dei docenti l'applicazione Classroom, grazie alla quale è possibile creare una classe virtuale, comunicare con gli studenti, creare e organizzare schede con i compiti per casa, monitorare il lavoro svolto, condividere risorse e materiali didattici, fornire risposte e aiuto in tempo reale agli studenti.

Modulo 1: Prima lezione

Nel primo incontro abbiamo parlato di come gli utenti (docenti, personale scolastico, studenti) possono registrarsi a G Suite for Education utilizzando l'indirizzo email fornito dalla scuola, delle potenzialità degli strumenti che la suite ci mette a disposizione e delle funzionalità di base delle applicazioni che, a nostro avviso, sono più utili ai fini didattici.

Ecco la presentazione del primo incontro.

seconda lezione: classroom

Classroom è un’applicazione di Google dedicata alla scuola. Viene fornita in forma gratuita e senza pubblicità a tutti gli utenti di G Suite for Education.

Classroom è uno strumento progettato per aiutare gli insegnanti a creare, raccogliere, correggere e inviare i compiti in tempo di reale, mettendo in comunicazione insegnanti e studenti e permettendo un rapido scambio di informazioni e documenti.

Attraverso il portale, i docenti possono creare una vera e propria classe virtuale, comunicare con i propri studenti, organizzare e distribuire schede con materiale didattico e compiti per casa, fornire risposte e aiuto in tempo reale agli studenti e monitorare il loro lavoro se si decide di assegnare un lavoro collaborativo su un file aperto al contributo di tutti. Con il classico Google Drive, invece, gli studenti possono completare e consegnare i documenti sulla “nuvola”, lo spazio virtuale da cui i docenti potranno successivamente prelevare i lavori.

Classroom è perfettamente integrata con tutti gli strumenti della suite di Google. Sfruttando Google Documents, ad esempio, Classroom consente al docente di creare un foglio singolo o distribuire automaticamente una copia ad ogni studente, che sarà in grado di riconsegnare l’elaborato al professore direttamente sulla stessa piattaforma, in attesa di ricevere il voto finale. Tutto online, senza l’intermediazione di stampe e la distribuzione di carta, con il risparmio conseguente in termini di risorse economiche e tempo materiale. Allo stesso tempo, proprio come all’interno di un social network, Classroom consente ai docenti di inviare messaggi e domande alla classe e agli studenti di rispondere ai post pubblicati o aiutare i compagni.

Per poter utilizzare Classroom è necessario che tutti gli utenti (docenti e studenti) siano in possesso di un account Google abilitato all’uso di G Suite for Education (nel nostro caso, un indirizzo di posta sul dominio @liceogalilei.eu).

Potete accedere a Classroom tramite questo link.

Google Classroom può essere usato sia tramite browser sia scaricando l'apposita applicazione, disponibile per sistema Android e per IOS.

Per agevolare chi non ha mai usato Google Classroom, ecco due brevi dispense che vi guideranno passo passo alla creazione della vostra prima classe virtuale.

Per chiarire eventuali dubbi su quanto visto in presenza e per ripassare le funzioni principali di Classroom, consigliamo anche di guardare i videotutorial seguenti.

Il primo è un ottimo videotutorial di Jessica Redeghieri:

Il video seguente illustra le funzioni principali di Google Classroom (by DesignDidattico)

In questo video viene illustrato come impostare un compito su GOOGLE CLASSROOM a partire da un documento presente in DRIVE (by DesignDidattico)

In questo video viene illustrato come assegnare un compito su GOOGLE CLASSROOM a partire da un documento da creare in DRIVE (by DesignDidattico)

In questo video viene illustrato come impostare un annuncio su GOOGLE CLASSROOM (by DesignDidattico)

Terza lezione:
Condivisione di documenti,
Lavoro collaborativo e
Google gruppi

Dopo eventuali domande sull'utilizzo di Google Classroom, presentato nel precedente incontro, si è passati ad analizzare le caratteristiche principali dell'apprendimento collaborativo, partendo dalla sua definizione, per poi parlare dei suoi vantaggi e di come esso riesca a contribuire allo sviluppo di competenze specifiche, quali la leadership, l'autovalutazione, l'ascolto, la persuasione e la negoziazione, la collaborazione e la presentazione.

Partendo da un video, si è discusso l'esempio concreto di un'esperienza non lontana dal nostro territorio, quella dell'IIS Luca Pacioli di Crema, che da anni propone il progetto didattico del debate. Il debate, affermatosi con successo nel mondo anglosassone, si basa sull’esercizio al dibattito e sviluppa competenze linguistiche, logiche e relazionali. L’oggetto di studio è il pubblico dibattito, svolto con tempi e regole precise, in cui due squadre di studenti difendono opinioni contrapposte. Al termine, l’insegnante valuta la prestazione e assegna un voto che misura le competenze raggiunte. Gli studenti imparano così a ricercare e selezionare le fonti, ascoltare attivamente, argomentare, fondare e motivare le proprie tesi, lavorare in gruppo, parlare in pubblico (anche in lingua inglese). Il debate dunque ha obiettivi sia didattici che educativi.

Nella seconda fase dell'incontro, il Prof. Aresi ha approfondito il tema della condivisione di file e cartelle, già in parte trattata nel primo incontro, fornendo link utili per trovare spiegazioni dettagliate sulle procedure da effettuare per condividere materiale con colleghi e studenti.

Infine, si è ripreso il tema di Google gruppi, introdotto nella prima lezione e sono state fornite le istruzioni per la creazione di gruppo all'interno della piattaforma G Suite for Education

Ecco la presentazione del terzo incontro.

Si riporta qui sotto il video mostrato nella diapositiva n. 7.

Per approfondire il tema del debate e l'esperienza dell'IIS Luca Pacioli di Crema, consigliamo anche di consultare il materiale disponibile sul loro sito e di guardare il video seguente.

Quarta lezione: Google moduli

In questa lezione si è parlato della nuova versione di Google moduli, che consente di creare sondaggi, questionari e test per gli studenti o raccogliere informazioni in modo semplice ed efficiente.

Per ripassare quanto è stato presentato durante la lezione, consigliamo di guardare due videotutorial di Jessica Redeghieri.

Il primo presenta la nuova versione di Google Moduli e spiega come creare verifiche, test e sondaggi:

Il secondo videotutorial presenta invece una funzione utilissima e abbastanza recente, che consente di trasformare un questionario in quiz, impostando la valutazione delle risposte date degli utenti direttamente all'interno di Google moduli.

Quinta lezione: Raccolta di dati e loro rappresentazione grafica mediante moduli; uso di Youtube

In quest’ultima lezione siamo ripartiti dalla nuova versione di Google moduli per chiarire eventuali dubbi sorti nell’utilizzo di questo strumento. Abbiamo approfondito alcune delle caratteristiche avanzate di Google Moduli (quale, per esempio, la suddivisione del test in sezioni e la possibilità di indirizzare l’utente ad una sezione del test piuttosto che ad un’altra sulla base della risposta fornita) e analizzato un paio di esempi di quiz in cui sono stati usati video e/o immagini.

Abbiamo poi accennato ai diversi modi in cui si possono visualizzare le risposte dei questionari e dei test (riepilogo delle risposte di tutti di utenti, risposte date da ciascun utente) e a come elaborare i dati di un questionario direttamente all’interno del modulo Google o creando un foglio di calcolo.

E’ anche possibile consentire la visione dei risultati del questionario al pubblico. Basta mettere il segno di spunta accanto all’opzione Pubblica e mostra a tutti gli intervistati un link ai risultati del modulo prima di pubblicare il modulo nell’editor di Google Drive.

Successivamente, abbiamo accennato alle funzioni principali di YouTube che ci potrebbero essere utili nella didattica quotidiana:

1. Creare un proprio canale

2. Caricare un video personale sul proprio canale e condividerlo

3. Creare una playlist

4. Creare uno slide show

5. Visualizzare una sezione di un video di Youtube

6. Vedere un video di YouTube senza distrazioni, pubblicità o commenti

Per ripassare quanto è stato detto a proposito di YouTube, consigliamo di guardare due videotutorial di Jessica Redeghieri e due di Emiliano Onori di Design Didattico:

Essendo questa l'ultima lezione del modulo, abbiamo dato indicazioni utili per la parte di lavoro da svolgere online (realizzazione attività didattica su Classroom e peer review del lavoro di un collega) ai fini della certificazione della partecipazione al Modulo 1 su G Suite for Education.

Modulo 2: Prima lezione
Padlet

Dopo una breve pausa, riprendiamo il nostro corso di autoformazione con il modulo 2, intitolato “PRODUZIONE DI CONTENUTI DIGITALI AL SERVIZIO DELLA DIDATTICA”. Nei 6 incontri in presenza impareremo ad usare alcune web app gratuite che possono essere utilizzate nella didattica quotidiana per creare contenuti digitali.

Il primo incontro è dedicato a Padlet.

Padlet è uno strumento web gratuito che permette di creare e condividere bacheche virtuali in cui inserire link, immagini, video, ecc. Utilizzare Padlet è molto semplice sia da pc sia da dispositivo mobile. Esiste un'app per iPad (disponibile su App Store) ed una per tablet Android (disponibile su Google Play).

E' disponibile anche un'applicazione che permette di accedere a Padlet direttamente dal browser Chrome:

Padlet può essere utilizzato nella didattica in quanto offre la possibilità di creare spazi in cui appuntare idee o contenuti digitali riguardanti un argomento (come un block notes virtuale), realizzare un brainstorming, presentare temi e problemi, creare artefatti, aggregare informazioni dal web su temi specifici, lavorare in modo collaborativo, riunire su un "muro" virtuale tutti i lavori multimediali prodotti dagli studenti e condividerli con la classe oppure incorporarli in un sito o in un blog.

Per introdurre questo strumento, guardiamo il video di Luca Raina, che ha parlato di Padlet nella sua rubrica App per Prof, una vetrina che introduce sinteticamente strumenti TIC per i docenti 3.0.

Per vedere alcuni esempi di uso didattico di Padlet, cliccate qui sotto.

Per agevolare chi non ha mai usato Padlet, ecco una breve dispensa che vi guiderà passo passo alla creazione della vostra prima bacheca virtuale.

Dal mese di giugno 2016, Padlet presenta una nuova versione. La celebre applicazione ha infatti introdotto una nuova interfaccia per quanto riguarda le impostazioni del padlet e la configurazione delle opzioni per la pubblicazione, collaborazione, condivisione, ecc. Ecco un breve videotutorial di Gianfranco Marini che spiega come usare la nuova versione di Padlet.

Seconda lezione:
screencast-o-matic

Lo screencast (registrazione dello schermo) consiste nella registrazione video di quanto avviene sullo schermo del nostro PC e nella registrazione audio del nostro commento vocale. Qualora si disponga di una webcam si può anche registrare la propria immagine mentre si parla.

Screencast-o-Matic è una applicazione web di utilizzo immediato (disponibile anche come software per Windows e Mac) che consente di registrare tutto ciò che succede sullo schermo del nostro PC, registrando anche l’audio che proviene dal nostro microfono. In questo modo è possibile realizzare videolezioni, presentazioni, dimostrazioni e videotutorial. Con l'affermarsi del blended learning e della flipped classroom (classe capovolta) in ambito educativo, questo tipo di applicazioni è sempre più diffuso e Screencast-o-matic è uno strumento semplice ed efficace per realizzare questa tipologia di video.

Sulla homepage del sito di Screencast-o-matic è presente il pulsante Start recording,che permette di lavorare direttamente online e di eseguire una registrazione senza installare nulla. Se si preferisce, invece, si può procedere all'installazione del programma sul proprio computer da qui. L'installazione gratuita mette a disposizione tutte le funzionalità di base con alcune limitazioni, come un tempo massimo di registrazione di 15 minuti e l'impossibilità di acquisire l'audio del computer ma solo quello proveniente da un microfono. Sempre gratuitamente, si ha a disposizione la possibilità di salvare il video sul proprio PC o di caricarlo su YouTube, mentre la versione Pro (che costa $15 all'anno) permette registrazioni senza limiti, caricamento su altri servizi in Cloud (Vimeo, Drive, Dropbox), strumenti di editing ed altro ancora. Altra caratteristica interessante, disponibile gratuitamente, è la possibilità di registrare la propria immagine mediante una webcam (in esclusiva o in contemporanea con lo schermo).

Anche in questo caso, per presentare sinteticamente questo strumento, vediamo il video di Luca Raina, che ha parlato di Screencast-o-matic nella sua rubrica App per Prof, una vetrina che introduce sinteticamente strumenti TIC per i docenti 3.0.

Ed ora guardiamo il videotutorial di Rita Faustinella (aprile 2016), che ci insegna come utilizzare Screencast-o-matic per creare un breve videotutorial.

Terza lezione:
Kahoot!

Kahoot! è una piattaforma basata sulla gamification per creare quiz, discussioni e sondaggi online, trasformandoli in un’esperienza ludica e coinvolgente per gli studenti. Per usare Kahoot! basta poco:

  • una superficie su cui proiettare le domande (una LIM o un semplice videoproiettore);
  • un dispositivo mobile che si possa collegare ad Internet (smartphone o tablet), attraverso il quale gli alunni inviano le loro risposte.

Il docente, dopo essersi registrato su getkahoot.com, ha la possibilità di creare un questionario a scelta multipla sulla piattaforma Kahoot! Le domande possono contenere immagini o brevi video che possono essere caricati con un semplice drag and drop oppure inserendo il link al video Youtube che si vuole utilizzare. Il docente può anche decidere i tempi per le risposte a seconda della difficoltà delle domande. Il tempo è scandito da musiche diverse che cambiano in base ai secondi messi a disposizione. La presenza di una “colonna sonora” dal ritmo incalzante contribuisce a creare un'atmosfera ludica e coinvolgente nella quale i concorrenti sono coinvolti in una vera e propria gara e competono per la vittoria finale. Prima di passare alla domanda successiva, il sistema mostra la risposta corretta, un istogramma con il numero di risposte ricevute per ogni opzione e una classifica parziale con i punteggi assegnati a ciascun giocatore. I risultati finali possono essere scaricati su un file Excel.

L’insegnante prepara in anticipo i suoi quiz (il numero di domande è illimitato) e può modificarli in ogni momento. Questi rimangono nel suo archivio privato, ma si possono anche rendere pubblici e condividere con altri utenti.

Per partecipare alla gara i ragazzi non devono fare altro che collegarsi al sito kahoot.it, digitare sul loro dispositivo il PIN che compare sullo schermo, quindi inserire un nickname che sarà quello con cui verrà identificato il giocatore e al quale saranno assegnati i punteggi. Una volta che tutti sono entrati nel gioco si lancia il quiz.

Per la sua estrema usabilità Kahoot! è indicato per ogni ordine di scuola. Gli alunni non hanno bisogno di un account per accedere ma lo fanno semplicemente tramite il PIN fornito volta per volta.

Kahoot! è uno strumento ancora in divenire: gli sviluppatori continuano ad introdurre novità e migliorie basandosi anche sulle segnalazioni degli utenti.

Kahoot! può essere usato con i dispositivi mobili scaricando l'apposita app, disponibile sia su iTunes (dispositivi Apple IOS) sia su Google Play Store (Android).

Modalita' di gioco


Ci sono almeno tre modalità di gioco diverse:
  • classic, ovvero ogni studente gioca individualmente.
  • team mode (gioco in squadra). In questo caso gli studenti devono assegnare un nome alla propria squadra e inserire i nominativi di tutti i componenti del team. In questa modalità di gioco viene lasciato più tempo per rispondere in modo da consentire ai membri della squadra di potersi consultare prima di fornire una risposta. Il principale vantaggio di questa modalità di gioco è quello di poter utilizzare Kahoot! anche quando non si dispone di un numero sufficiente di smartphone o tablet per tutti gli studenti. Inoltre la modalità di squadra permette di promuovere la collaborazione tra gli studenti.
  • ghost mode. Questa modalità può rivelarsi utile se l'insegnante desidera che l'alunno continui ad esercitarsi a casa dopo aver svolto un quiz a scuola. In questo caso, il docente può inviare il link del quiz svolto in classe agli studenti (es. mediante Classroom) e invitarli a "rigiocare" cercando di migliorare il proprio risultato finale. In questa modalità, infatti, attivabile anche dal pulsante "Play again" contrassegnato dall'icona di un fantasma, si può giocare di nuovo contro i partecipanti del quiz svolto in classe. I “fantasmi” giocano contro il concorrente in carne ed ossa e le loro risposte e tempi di risposta sono gli stessi del quiz svolto in classe.

Videotutorial

Ecco il video di Luca Raina, che ha parlato di Kahoot nella sua rubrica App per Prof, una vetrina che introduce sinteticamente strumenti TIC per i docenti 3.0.

Nel gennaio 2017 Luca Raina ha integrato la sua presentazione fornendoci un aggiornamento sulla nuova modalità di gioco denominata Jumble, recentemente introdotta da Kahoot!.  

In pratica, quando ci si collega al sito di Kahoot! per scegliere il tipo di attività da realizzare, accanto a Quiz, Discussion (Dibattiti) e Survey (Sondaggi), trovate una nuova icona, denominata Jumble. Se vi cliccate sopra si aprirà la tradizionale schermata di inserimento quiz, ma in questo caso le risposte dovranno essere inserite secondo una sequenza che gli studenti dovranno poi riordinare nel loro dispositivo.

Per esempio, in un quiz di geografia potremmo chiedere agli alunni di ordinare i fiumi inseriti secondo l'ordine di lunghezza. I giocatori troveranno mescolati i simboli corrispondenti ai 4 fiumi e dovranno trascinarli nella giusta collocazione. Naturalmente in questi casi il tempo assegnato di default (60 secondi) è maggiore rispetto ai classici quiz, ma è possibile comunque modificare questa durata.

Infine, Luca Raina ha pubblicato un video per parlare di quattro scenari didattici alternativi e innovativi partendo dall'applicativo Kahoot!

Ed ora guardiamo il videotutorial di Jessica Redeghieri (marzo 2014), che ci insegna come utilizzare Kahoot! per creare quiz, discussioni o sondaggi. Il videotutorial è molto chiaro, ma bisogna tener presente che è un po' datato e che l'interfaccia di Kahoot! è leggermente cambiata nel frattempo.

Per finire, riportiamo la guida sintetica di Attilio Galimberti, che riassume le operazioni principali da svolgere per costruire un quiz utilizzando Kahoot!

Quarta lezione:
tes teach (ex blendspace)

TES Teach with Blendspace (una volta chiamato Blendspace) è un applicativo online gratuito che consente di creare lezioni multimediali in modo rapido ed efficace, raccogliendo e organizzando risorse digitali (immagini, audio, video da YouTube, file di vario tipo) in uno spazio virtuale e condividendole con i propri studenti. L'idea di base è molto semplice: l'insegnante svolge un lavoro di ricerca e selezione di risorse multimediali sul web, individuando quelle che possono essere utilizzate per sviluppare la propria lezione sull’argomento scelto. Tali risorse vengono poi organizzate con gli strumenti messi a disposizione da TES Teach. Terminato questo lavoro la lezione è pronta e può essere condivisa con la propria classe.

E’ possibile registrarsi al servizio con il proprio account Google e creare una propria classe virtuale a cui sarà assegnato un codice. Una volta fatto il login, si può creare una lezione digitale cliccando sul pulsante verde + New Lesson, indicando il titolo ed cominciando a scegliere i contenuti da aggiungere.

Per ogni pagina si può scegliere se utilizzare un editor di testo, inserire un quiz a risposta multipla o integrare tutta una serie di contenuti che si possono selezionare dal pannello di destra. In particolare, è possibile ricercare ed inserire un video da YouTube, operare una ricerca di link o immagini in Google, inserire immagini da Flickr, caricare file da Google Drive o Dropbox, o dal proprio PC. In questo modo si ottiene un percorso didattico che lo studente può affrontare anche individualmente online, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo e con qualsiasi dispositivo.

Al termine, si può condividere la lezione creata direttamente su Google Classroom, ottenere il link da assegnare agli studenti, oppure indirizzare la lezione alla propria classe virtuale. Gli studenti, entrando con il loro account e digitando il codice della loro classe, si ritroveranno ad interagire con il materiale a loro assegnato.

Con TES Teach è possibile valutare il grado di comprensione degli studenti e monitorare i loro progressi attraverso la somministrazione di quiz. Gli studenti possono inoltre interagire con il docente lasciando commenti o esprimendo il loro gradimento sulle singole risorse. Il monitoraggio avviene attraverso un servizio che rileva i comportamenti degli studenti su TES Teach, quali commenti, like e dislike, effettuazione e risultati dei quiz. In questo modo si ha un quadro completo di quanto sta accadendo nello spazio virtuale.

E’ da poco disponibile l’app TES Teach with Blendspace, scaricabile gratuitamente dall’iTunes Store (solo per iPad).

E’ inoltre possibile installare l'applicazione TES Teach with Blendspace direttamente sul browser Chrome:

App per Chrome

Come si prepara una lezione multimediale con TES Teach

Scegliendo “+ new lesson” si parte con la creazione del percorso didattico che si intende realizzare: si può pertanto procedere all’inserimento del titolo generale della lezione (“enter the lesson title”, in alto) e continuare creando tutta una serie di “pagine” o “slide”, ognuna delle quali potrà contenere testi o strumenti multimediali (video, immagini, mappe, ecc).

Le principali funzioni a disposizione sono le seguenti:

  • aggiungi testo, che permette di inserire il testo desiderato;
  • aggiungi quiz, che consente di creare dei test a risposta multipla;
  • drop your resource, che permette l’inserimento di contenuti multimediali attingendo alle risorse di Google, YouTube, Dropbox, ecc.

Quest’ultima operazione è molto semplice grazie ad una barra degli strumenti posta sulla destra che permette di attingere da una grande quantità di fonti, tra cui Google, Youtube, i propri file su PC oppure direttamente da Dropbox o Google Drive.

Una volta create le lezioni (che si possono eliminare o modificare in qualsiasi momento), si possono formare le classi virtuali tornando alla homepage e passando a “classes” (sulla destra). Basta dare un nome alla classe (es. 2^D a.s. 2016-17) e verrà fornito un codice da consegnare agli alunni. A loro basterà registrarsi al sito come “studenti”, inserire il codice e si troveranno subito nella classe virtuale creata dal docente.

A questo punto il docente può scegliere quali lezioni condividere con le varie classi, attraverso l’opzione “share”. I ragazzi potranno visionare le lezioni, inserire commenti, cliccare “like” o “dislike”. Quando andranno a svolgere i quiz inseriti, visualizzeranno subito se hanno risposto correttamente e, nel caso avessero sbagliato, quale tra le opzioni era quella giusta.

Il docente può controllare i risultati di tutti i quiz inseriti mediante un prospetto chiaro che mostra chi ha svolto gli esercizi, quanti hanno risposto correttamente e quanti, invece, hanno sbagliato le risposte.

E' possibile visionare tale prospetto dal dashboard (cruscotto), cliccando sull’icona ingranaggio della lezione assegnata e selezionando Track. Una volta selezionata la classe che ci interessa, è possibile vedere il riepilogo del monitoraggio. Nella sezione “Quizzes”, cliccando su “table view”, troviamo l’elenco degli studenti che hanno eseguito il quiz, con il punteggio conseguito e le risposte date per ciascuna domanda.

Un’ultima interessante opportunità: attraverso la “Lessons Library” è possibile ricercare lezioni già realizzate (sempre che il proprietario abbia scelto di condividerle). Molte lezioni (in lingua straniera) potrebbero essere utilizzate anche per i moduli CLIL.

Il seguente videotutorial, realizzato da Luca Raina, presenta TES Teach in maniera molto semplice.

Luca Raina ha pubblicato recentemente un altro video per parlare di quattro scenari creativi per TES TEACH - BLENDSPACE.

Per finire, Luca Raina ha inserito i video piu recenti della sua rubrica App per Prof all'interno di TES Teach per dimostrare uno degli usi di questo applicativo, che può fungere da aggregatore delle nostre risorse digitali.

Ecco alcuni esempi di lezioni multimediali create con TES Teach with Blendspace:

TES Teach with BlendSpace si propone come formidabile strumento per la flipped classroom, per preparare i materiali da utilizzare in classe, ma può anche essere usato dagli studenti per rielaborare e presentare in maniera organica quanto appreso.

Quinta lezione:
EDpuzzle

In questa lezione riproponiamo un applicativo già presentato nel corso di autoformazione dello scorso anno. Si tratta di EDpuzzle, un’interessante applicazione web gratuita che permette di trasformare i video disponibili in rete (oppure quelli presenti sul nostro PC) in vere e proprie videolezioni interattive e personalizzate. EDpuzzle è anche una piattaforma che consente di creare e gestire classi virtuali, assegnare agli alunni esercizi e quiz, monitorare la loro attività. Gli utenti possono inoltre archiviare le proprie videolezioni e condividerle con gli altri membri di EDpuzzle.

Questo strumento è particolarmente indicato per chi vuole sperimentare la metodologia dell’insegnamento capovolto (flipped classroom) o per chi desidera lavorare in modalità blended learning, in quanto le videolezioni possono essere condivise con la classe in vari modi (tramite Google Classroom, Edmodo, tramite creazione di una classe virtuale all'interno di EDpuzzle, tramite link) o incorporate in un sito o in un blog personale.

Grazie a EDpuzzle è possibile:

  • ricercare un video in rete oppure caricarne uno dal proprio PC;
  • ritagliare solo le parti del video che ci interessano;
  • sostituire l'audio esistente con la registrazione di un proprio commento all'intero video;
  • inserire, nel punto del video desiderato, note audio e/o testo per aggiungere chiarimenti, osservazioni, commenti, un'introduzione o una conclusione;
  • inserire domande in qualunque punto del video (quesiti vero/falso, scelta multipla, domande aperte) per sondare la comprensione degli studenti, ottenendo anche statistiche individuali sulle risposte fornite per verificare l'efficacia della videolezione;
  • creare classi virtuali (gruppi di utenti) e assegnare a questi gruppi le videolezioni che abbiamo creato;
  • condividere le videolezioni sui social network o incorporarle in un sito, blog, ecc.;
  • monitorare in tempo reale il lavoro degli studenti e valutarlo (tempi, risposte e percentuali di successo).

Ecco la sintetica presentazione di Luca Raina, che ha parlato di questo strumento all'interno della sua rubrica App per Prof.

EDpuzzle si sta adeguando al diffondersi sempre più rapido di dispositivi mobili in ambito didattico e ha reso disponibile un'app Android con cui gli studenti possono iscriversi alla propria classe virtuale, trovare le attività assegnate, guardare video e rispondere alle domande inserite all'interno delle video lezioni. Per il momento è stata rileasciata solo l'app lato studente, mentre sembra sia in fase di realizzazione anche quella per gli insegnanti. L'app è in grado di gestire più corsi per lo stesso studente. Per scaricare Edpuzzle per Android cliccate qui.

Esiste un'analoga app per dispositivi IOS (Apple), scaricabile direttamente dall'App Store o da iTunes.

Per rendere ancora più semplice la modifica e la personalizzazione dei video di Youtube, EDpuzzle ci mette a disposizione un'estensione per il browser Chrome:

Installando l'estensione, comparirà l'icona di EDpuzzle accanto ai video di Youtube in modo da facilitarne la modifica con EDpuzzle.

È possibile, inoltre, installare l'applicazione di EDpuzzle direttamente sul browser Chrome:

Per agevolare chi non ha mai usato EDpuzzle, ecco un paio di dispense che vi guideranno passo passo alla creazione della vostra prima videolezione.

Sesta lezione: weebly

Visto che Weebly rimane uno degli strumenti più semplici da usare per la costruzione di un piccolo sito, abbiamo deciso di riproporre questo strumento online anche quest'anno.

Agli "albori" del web (oltre 25 anni fa!) la creazione di un sito era un’operazione riservata a un ristretto gruppo di esperti, web master e web designer. Grazie a un servizio online come Weebly, oggi chiunque può realizzare dei siti di notevole impatto, gratis ed in poche semplici mosse.

In questo corso scopriremo quanto sia alla portata di tutti la realizzazione di un sito personale ospitato gratuitamente sullo spazio web messo a disposizione da Weebly.

Per accedere allo spazio dedicato ai corsisti premi il pulsante qui sotto e segui le istruzioni del coach.

Seguono le istruzioni per creare un sito in 7 mosse.