da Palazzo Vitelli alla Cannoniera alla Chiesa di San Domenico


Il portale dell'Umbria


Girovagando per le strade della città


Palazzo del Podestà

Breve introduzione alla città

Se ti addentri nei vicoli del centro storico alla ricerca di chissà quale castello rimarrai alquanto deluso. Antico centro umbro posto su una lieve altura è il centro più popolato dll'Alta Valle del Tevere. Aveva rapporti di commercio con la popolazione etrusca, fu firente città romana, con il nome di "Tifernum Tiberinum", fu ricordata nelle sue lettere da Plinio il Giovane che qui fece costruire un tempio. Si narra che Tiferno fosse distrutta da Totila e riscostruita per opera del Vescovo Florido, divenuto patrono della città. Durante il periodo longobardo la città assunse il nome di "Castrum Felicitatis", mentre nel medioevo il nome di “Civitas Castelli”. Fu conquistata in  seguito da Braccio Fortebraccio e dopo molte contese delle famiglie rivali vi si stabilì nella seconda metà del ‘400, la Signoria dei Vitelli che abbellì la città con splendidi palazzi ed opere d’arte. La città passò con Cesare Borgia definitivamente alla Chiesa, ma, di fatto, continuò ad essere governata per tutto il 1550 dai Vitelli. Nei secoli successivi la città, penalizzata dal dominio pontificio e dalla carenza di vie di comunicazione, subisce un lento ma costante declino che si protrae fino alla conquista della libertà ottenuta l’11 settembre 1860 con l’arrivo in città delle truppe piemontesi.

Palazzo Vitelli a Sant'Egidio

Chiesa di San Domenico

Edificata dai domenicani a partire dalla fine del '200 è un'imponente chiesa della cittadina consacrata solamente nel 1426, nonostante la facciata principale sia incompiuta e la porta disadorna. Ha pianta rettangolare e un'unica navata sormontata da un tetto sorretto da imponenti travi di legno. Il portale laterale è in stile gotico ai lati sono presentipilastri con capitelli a fogliami. Durante lavori di ristrutturazione, effettuati nel difficile periodo del primo conflitto mondiale grazie ai fondi offerti dalla popolazione, vennero riportarono alla luce i numerosi affreschi che ancora oggi possiamo ammirare. In un lato della navata si aprono tre cappelle, una delle quali dedicata ai caduti in guerra. Oltre a ciò, al suo interno è ospitato il corpo di Beata Margherita. La bimba nacque cieca e storpia e i genitori, di alto rango sociale, dopo aver chiesto invano il miracolo della guarigione, abbandonarono la neonata, che alcune donne del popolo raccolsero e ospitarono a turno. Più tardi Margherita si rivolse al Terz'Ordine della penitenza di s. Domenico ed accolse con generosità il programma di preghiera e di penitenza fino all'incontro definitivo con Cristo. Morì nel 1320 e il suo corpo si venera nella chiesa di s. Domenico a Città di Castello. Numerosi sono i miracoli compiuti sia da viva che da defunta che la portarono alla nomina di "beata".

Chiesa di San Domenico

Palazzo Vitelli alla Cannoniera

Il palazzo è uno dei cinque edifici fatti costruire dalla famiglia Vitelli che diede un grande impulso allo sviluppo artistico della città. Il palazzo alla cannoniera, così chiamato perchè vicino si trovava una fonderia di armi e cannoni, fu edificato nella prima metà del 1500 con soli 10 anni di lavoro. Alessandro uno dei coniugi che secondo la tradizione fece costruire il palazzo lo fece edificare secondo il suo raffinato gusto. Abitarono questo edificio fino al 1550 quando si trasferirono nella dimora del Rione San Giacomo. In un primo momento l'edificio fu lasciato in completo abbandono ma conobbe comunque numerosi acquirenti tra cui Elia Volpi. Egli nel 1912 vendette la costruzione al comune di Città di Castello a patto che ne facesse la sede della Pinacoteca civica della biblioteca e dell'archivio comunale. La sua facciata si estende nel giardino all'italiana, un tempo cosparso di piante esotiche. Da questo lato si apriva l'ingresso principale all'edificio. Le decorazioni, in stile grottesco, di gusto tipicamente cinquecentesco sono opera di Cristofano Gherardi. Conserva al suo interno affreschi del secolo XVI. La sua notorietà non deriva però dalle opere d'arte al suo interno ma da una leggenda narrata da sempre dai cittadini tifernati, quella della "Sora Laura". Era una donna di umili origini, forse una cortigiana. Bellissima e seducente, divenne l’amante di Alessandro Vitelli. Ma mentre il condottiero combatteva in guerra, la donna viveva praticamente reclusa a Palazzo. Le sue giornate passavano ricamando fazzoletti impreziositi da merletti, aspettando fedelmente il suo amato. Una sera, sotto la finestra della sua stanza passò un giovane cavaliere. Laura fece cadere il fazzoletto. E invitò il giovane a riportarglielo sopra. Il loro primo incontro fu passionale, ma in realtà, Laura aveva altro in mente. Non poteva permettersi che Alessandro venisse a sapere della sua tresca. Nessuno doveva esserne al corrente. Face uscire il suo primo amante da una botola, che nascondeva un trabocchetto pieno di lame acuminate. Il ragazzo, ignaro, trovò una morte atroce.E non fu l’unico. Per Laura, amare e poi uccidere divenne una sorta di abitudine distorta. Quel cavaliere fu solo il primo. Le sparizioni di giovani ragazzi a Città di Castello divennero un fatto preoccupante che durò finchè Laura fu in vita. Si dice che il fantasma di sora Laura vaghi ancora per le sale dell'edificio. È il rimorso a tenere in vita la sua anima, alla ricerca perenne di un perdono che non le sarà mai concesso.

Palazzo Vitelli alla Cannoniera

Documentazione tecnica

  • Iphone 4S
  • Mac OS

Documentazone dell'esperienza

  • Venerdì 13 Febbraio 2015 dalle ore 15 alle ore 18 (incontro preliminare per organizzare il lavoro; fotografie)
  • Lunedì 16 Febbraio 2015 dalle ore 15 alle ore 19.15 (stesura del testo; conclusione del lavoro)

Organizzazione del lavoro

  • Beatrice si è occupata della messa online, della fotografia e della preparazione del thé;
  • Aurora ha scattato le fotografie, le ha scelte e ha curato la titolazione;
  • Maddalena ha reperito le informazioni e ha fornito i materiali utili al progetto;
  • Giulia ha reperito le informazoni e ha curato i testi.

Comment Stream

2 years ago
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Complimenti per il lavoro, come prima esperienza è notevole, brave! Le foto sono tutte di discreta fattura (la terza era forse in un ambiente sin troppo buio, l’ultima è sovraesposta vale a dire che c’è troppa luce). Il taglio del lavoro, tuttavia, è molto descrittivo, vale a dire che è molto vicino, tecnicamente, a quella che potrebbe essere una guida turistica, il che lo rende meno personale e più “serioso”! Per san domenico sarebbe stata utile anche una foto da esterno, magari di un dettaglio vista la difficoltà di fotografare l’edificio date le dimensioni e la massima distanza possibile. Tra la trattazione di un edificio ed un altro c’è troppo stacco, qui sarebbe stata opportuna una narrazione che collegasse il tutto. La documentazione tecnica è parziale (“mac os” indica genericamente un sistema operativo non un hardware); la documentazione dell’esperienza invece è ben descritta (@beatrice: purtroppo manca la marca del the, peccato!), come pure l’organizzazione del lavoro. Bella la foto finale!

**Valutazione finale**
Correttezza formale: 4/5
Originalità del taglio: 3/5
Accuratezza materiale multimediale: 3/5
Esattezza documentazione e rispetto consegne: 4/5
Totale 14/20 (7)